Servizi, insorge Progetto Lavoro

5 Aprile 2015

San Giovanni Teatino, minaccia decreti ingiuntivi la coop di mense e scuolabus

SAN GIOVANNI TEATINO. «Tutto tace. I soldi che ci deve la Fb Servizi non li abbiamo ancora visti, in più stiamo lavorando nelle mense e sui pulmini, dal 16 marzo gestiti dalla nuova partecipata Sgt Multiservizi, senza contratto. Continuando così non si potrà far altro che riconsiderare l’ipotesi dei licenziamenti».

A parlare è Mario Di Giovanni, presidente di Progetto Lavoro, la coop che assicura, con 10 addetti lo scodellamento dei pasti nelle refezioni e l’accompagnamento dei minori sugli scuolabus. Senza stipendio da novembre, per Pasqua, i lavoratori avranno finalmente la busta paga di dicembre e tredicesima. Il licenziamento degli operatori era già partito a gennaio, non potendo più la coop assicurare le retribuzioni, perché la Fb a maggio ha smesso di liquidare le fatture, per quasi 90mila euro.

Di fronte alla disponibilità del Comune e del liquidatore della partecipata, oltre che amministratore della Sgt, a trovare una soluzione, sono stati revocati i licenziamenti, sui quali nel frattempo si era fatto sentire anche il sindacato Fesica. Nelle casse semivuote della moribonda Fb furono trovati 45mila euro per sanare il 45% del debito, somma però incassata dalla banca che aveva anticipato gli stipendi fino a ottobre. Con i soldi rimasti sono state pagate le retribuzioni di novembre. Poi, più niente. Nel frattempo, la Fb ha cessato l’attività e la coop ha continuato a lavorare senza nemmeno essere stata chiamata a stipulare un contratto con il nuovo committente.

«Con uno sforzo non da poco, attingendo al fondo di riserva, dove poi i soldi vanno rimessi, pagheremo per Pasqua almeno dicembre e tredicesima» dice Di Giovanni. «Ma siamo stufi, e i nostri lavoratori non meritano certo meno degli altri che operano nei servizi, quindi stanno per partire i decreti ingiuntivi per avere quel che ci spetta. Qualcuno dovrà pagare, se non c’è più la Fb sarà il Comune a farlo, vedessero loro come, ma qualcuno pagherà. Non escludo di andare in procura a chiedere un accertamento di responsabilità».

Il rischio è che a rimetterci saranno i 10 addetti di Progetto Lavoro, che tra l’altro incidono meno sulla spesa di tutta la catena dei servizi, l’anello più debole, sacrificato in nome della spending review del Comune, che caccia chi costa meno per mantenere invece un apparato con gestione in house dei servizi che l’ente non poteva permettersi e forse non si può permettere nemmeno adesso.

Gabriella Di Lorito

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