«Servizi molto più efficienti con la fusione di 3 Comuni»

24 Ottobre 2017

Alessandrini: sono favorevole a una città più grande, i costi saranno inferiori 

PESCARA. «Con la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore i vantaggi saranno immediati, soprattutto di natura finanziaria con una riduzione dei costi dei servizi». Marco Alessandrini interviene nel dibattito sulla nascita della Nuova Pescara, schierandosi tra i favorevoli al progetto di una città più grande. In questa intervista il sindaco spiega perché la ritiene una scelta necessaria e invita il suo collega di Spoltore Luciano Di Lorito, contrario a questa operazione, a «guardare oltre l’orizzonte del proprio giardino».
Sindaco, lei è dunque favorevole alla nascita della Nuova Pescara. Perché?
«Sì, sono favorevole. Penso che la volontà popolare vada sempre rispettata e che il risultato del referendum consultivo del 2014 vada trasformato in una legge attuativa».
Quali vantaggi porterà una città più grande?
«I vantaggi immediati sono quelli di natura finanziaria, così come previsto dalle leggi dello Stato e dalla legislazione regionale. Non è tuttavia un problema di dimensioni urbane, ma di qualità dei servizi erogati ai cittadini».
E per i cittadini, in particolare?
«L’obiettivo è quello di fare sempre meglio, con costi minori per l’utenza e migliore qualità dei servizi pubblici, utilizzando economie di scala. L’esempio che mi viene in mente è quello che ho visto con i miei occhi a Pescara: con il Piano di riequilibrio finanziario, il Comune ha dovuto rivedere complessivamente le proprie modalità di spesa. Per esempio, sul fronte delle mense scolastiche siamo passati da sei a un solo appalto per il medesimo servizio. Il risultato? Oggi i pasti costano meno alle famiglie e la qualità del cibo che mangiano i ragazzi è migliore».
Cosa direbbe al sindaco Di Lorito, che si è detto contrario a questa operazione?
«Capisco le perplessità di Di Lorito. Lui ha raggiunto la soglia che l’Unione europea indica come virtuosa e cioè è oltre il 65 per cento, ma il punto è sempre quello di cercare di guardare oltre l’orizzonte del proprio giardino ed estendere il giardino stesso, condividere cioè a vantaggio della comunità buone pratiche e risultati positivi».
Alcuni giorni fa, anche l’ex deputata Pina Fasciani ha mostrato qualche dubbio sulla fusione. Ha invitato i politici a riflettere bene, perché non si sa cosa potrebbe accadere, ad esempio, per i servizi, una volta realizzata la Nuova Pescara. Cosa pensa al riguardo?
«Visto che la Nuova Pescara, come detto, si gioca proprio sul miglioramento della qualità dei servizi pubblici erogati, bisogna che prima dell’entrata in vigore della legge sia ben chiaro dove si va a parare, quali risulteranno essere le implicazioni finanziarie e tributarie della fusione e il conseguente impatto del processo di unificazione nell’erogazione di servizi e funzioni».
Altri dubbi mostrati da coloro che sono contrari alla fusione riguardano le tasse locali. Con la nascita della Nuova Pescara quali aliquote e tariffe verranno applicate? Quelle di Pescara che ha le tasse al massimo, oppure quelle più basse di Montesilvano o Spoltore?
«È proprio per rispondere a domande di questo tipo che il procedimento di fusione fra Comuni deve essere chiarito nei suoi esiti prima dell’entrata in vigore della legge».
Un’ulteriore incertezza è la situazione economica dei tre Comuni. Pescara, in regime di predissesto, trascinerà i suoi problemi economici nella Nuova Pescara? La città che sorgerà con la fusione dovrà continuare a rispettare i parametri imposti con il Piano di riequilibrio finanziario?
«Immagino che il Piano di riequilibrio, disciplinato dall’articolo 267 del Testo unico degli enti locali, avendo per espressa previsione legislativa durata decennale, potrà essere modificato solo con un nuovo intervento legislativo».
Che tempi prevede per la nascita della Nuova Pescara? Pensa anche lei, come alcuni esponenti della Regione, che si possa concludere tutto l’iter entro il primo gennaio 2019?
«È una scadenza ambiziosa, ma non impossibile. A condizione che nel lasso di tempo che la precede si giunga a quella necessaria forma di allineamento fra enti per evitare disservizi ai cittadini che attendono benefici».
Dovranno esprimere un parere anche la presidenza del Consiglio dei ministri e il capo dello Stato?
«Non mi risulta sia previsto dalla procedura».
Un cambiamento epocale non richiederebbe più tempo e maggiore riflessione?
«Il problema è volerlo o non volerlo il cambiamento. Il referendum costituzionale, sonoramente bocciato dagli italiani nel dicembre scorso e caricato di implicazioni politiche, di fatto recepiva 30 anni di dibattito costituzionale, eppure non è successo niente e siamo ancora punto e a capo. La modernizzazione del nostro Paese passa attraverso l’impegno degli uomini e delle donne di buona volontà. Il disegno di legge regionale prevede una marcia a tappe forzate verso la Nuova Pescara. Dal canto suo, la città di Pescara pone sin da ora a disposizione le proprie competenze, rispetto alla gestione su scala più larga dei servizi pubblici, a cominciare da quelli inerenti il ciclo dei rifiuti».
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