«Servizi psichiatrici, servono risorse»

Il report dell’Osservatorio di salute mentale: «Abruzzo maglia nera, manca il personale»
PESCARA. Più risorse per i servizi territoriali per la salute mentale. È quello che chiede l’Osservatorio regionale per la salute mentale, fondato nel 2019 dalle quattro associazioni Cosma, Altri Orizzonti, 180amici e Percorsi, che ieri ha divulgato gli esisti della seconda conferenza nazionale. «In Abruzzo la situazione per le persone che soffrono di una malattia mentale si va facendo sempre più insostenibile e non solo per colpa del Covid», spiega Tiziana Arista, presidente dell’associazione Cosma. «Siamo tra le regioni con gli indicatori peggiori. Con il Covid, ad esempio, sono emerse problematiche che riguardano gli adolescenti e gli stessi centri di salute mentale denunciano che non ci sono accessi e che, quando ci sono, fanno fatica ad intervenire per carenza di personale. In Abruzzo i dipartimenti di salute mentale hanno poche risorse e poco personale. Per noi è importante che venga data centralità all’obiettivo del rafforzamento della salute mentale di comunità. Vogliamo ridurre i ricoveri e aumentare la possibilità delle persone che hanno una malattia mentale importante di restare nel proprio domicilio o, comunque, in abitazioni civili opportunamente seguite».
«È tempo di passare dalle parole ai fatti», afferma Eugenio Di Caro, presidente dell’associazione Percorsi. «Siamo pronti da tempo a confrontarci con la classe politica con la finalità di utilizzare in modo più efficace le risorse già disponibili. Non chiediamo infatti interventi dai costi esorbitanti. Gli obiettivi principali su cui la Regione deve impegnarsi sono quello di realizzare una rete di soluzioni abitative supportate e di rafforzare le politiche per l’inclusione lavorativa e sociale. E subito, costituire un tavolo tecnico regionale sul tema della salute mentale di cui faccia parte anche l’Osservatorio».
Le associazioni chiedono alla Regione che venga dedicato alla salute mentale il 5 per 100 delle risorse del Fondo sanitario regionale e che tale risorse vengano prioritariamente dedicate ai servizi territoriali: borse lavoro, assistenza sanitaria integrata da quella sociale a domicilio, soluzioni abitative appropriate, centri diurni pubblici e attività integrative del terzo settore. «Sotto il profilo dei servizi», spiega Alessandro Sirolli, vice Presidente dell’associazione 180amici L’Aquila, «c’è un impoverimento sia sotto il profilo umano che del personale addetto. La pandemia ha altresì fatto perdere molto di ciò che si era guadagnato e, ad oggi, la situazione in Abruzzo è grave al punto che l’Istituto superiore di sanità ha dato la maglia nera alla nostra regione per la prescrizione di psicofarmaci e i trattamenti sanitari obbligatori». (g.g.)

