Servizi sociali alla Stella Maris: in due rispondono al bando

22 Maggio 2019

Due cordate presentano la loro offerta, ma la Regione proroga al primo luglio la scadenza per le candidature

MONTESILVANO. Ci sono due proposte per candidare la Stella Maris al progetto “Agorà Abruzzo Spazio incluso”: si tratta del bando che la Regione Abruzzo ha pubblicato per promuovere e sostenere progetti rivolti al sociale e, in particolare, «la realizzazione di centri di aggregazione sociale per l’erogazione di servizi sociali, educativi e per il lavoro». Ieri il Comune di Montesilvano ha chiuso la raccolta delle domande per le proposte progettuali da candidare al progetto regionale in Associazione temporanea di scopo con l'Ambito sociale 18 Montesilvano: hanno partecipato due cordate che rappresentano varie associazioni e le loro offerte tecniche saranno adesso oggetto di valutazione.
Nel frattempo però, sempre ieri, la scadenza dell'avviso regionale, inizialmente fissata al 27 maggio, è stata prorogata al primo luglio: si dovrà dunque aspettare l'estate per sapere se la Stella Maris otterrà il finanziamento (che può arrivare fino a 570 mila euro, ottenuti dai Fondi di sviluppo europeo) per diventare una nuova Città dei Mestieri dedicata a "soggetti con fragilità sociale". L'idea ha diviso la città, perché i destinatari dello spazio e dei servizi che si troveranno nella Stella Maris, per poter accedere ai fondi regionali, dovranno essere necessariamente «gli utenti dei Servizi sociali professionali degli Ambiti Territoriali Sociali (Ats) residenti nella Regione Abruzzo». Nella categoria rientrano famiglie in difficoltà, adolescenti e giovani in situazione di povertà educativa, culturale e sociale, soggetti a rischio di dispersione scolastica ed esclusione sociale, ma anche migranti, minoranze, vittime di tratta o violenza.
«Sui social dunque ha trovato spazio la protesta di chi considera inconciliabile la posizione dell'ex colonia marina, a pochi passi dal mare e dall'area turistica di Montesilvano, con una struttura dedicata all'accoglienza e a soggetti problematici. Lo Stella Maris Lab, come è stato nominato il progetto nell'avviso pubblicato dal Comune, «è strutturato per assicurare almeno 12 mesi di funzionamento, anche grazie alla compartecipazione finanziaria dei componenti l'associazione temporanea di scopo». In questo arco di tempo «si lavorerà sulla sostenibilità futura del progetto, attraverso altre tipologie di fondi comunitari,nazionalie regionali». Nello spirito di partecipazione e condivisione degli obiettivi, poi, «saranno avviate campagne di fund-raising, crow-funding e sponsorizzazione a livello locale e nazionale».