Servono 110 posti per i contagi gravi

6 Marzo 2020

Mancano i letti di Terapia intensiva: ecco il piano della Regione per fare fronte all’emergenza. E Marsilio scrive al ministro

L'AQUILA. La sfida ora diventa quella dei posti letto negli ospedali. In Abruzzo, per contenere l'emergenza coronavirus, ne servono almeno 110 di terapia intensiva. Presto, ne saranno disponibili 90, secondo il piano per i ricoveri che sta predisponendo in queste ore la Regione: ai 73 di intensiva si aggiungeranno 17 stanze di isolamento a pressione negativa, funzionali ad impedire la diffusione del virus. Ma all'appello mancano almeno venti posti, stando alle indicazioni nazionali che prevedono in ogni regione un aumento del 50% dei letti di terapia intensiva. Intanto, ieri il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha scritto al ministro della Salute, Roberto Speranza, chiedendo di estendere la possibilità di eseguire i tamponi anche a chi arriva in Abruzzo dalle cosiddette "zone gialle", dove sono attivi focolai del Covid 19.
LA MAPPA DEI POSTI. Il quadro in Abruzzo, al momento, è il seguente. Sono complessivamente 73 i posti di terapia intensiva e rianimazione presenti sul territorio regionale, mentre c'è una minore disponibilità di stanze a pressione negativa, che riducono la trasmissione di agenti patogeni in quanto l'aria non circola all'esterno: il primo obiettivo è di averne 17/18, di cui sei nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Pescara, tre a Chieti nel polo cardiologico, che dovrebbero essere pronte a giorni, una all'ospedale di Penne, una a Sulmona e una per l'assistenza respiratoria al reparto di malattie infettive dell'Aquila. Si sta lavorando anche all'attivazione, entro un paio di settimane, di altre stanze a pressione negativa all'ex ospedale G8 e due nel reparto rianimazione del San Salvatore, all'Aquila. Ma si resta, comunque, sotto soglia: per rispettare le disposizioni nazionali dovranno essere individuati altri posti negli ospedali del territorio.
È la nuova sfida legata direttamente alla ricettività dei reparti di malattie infettive: un aumento esponenziale dei casi, ne provocherà la saturazione.
TAMPONI PER TUTTI. Anche chi arriva in Abruzzo dalle “zone gialle” dev’essere sottoposto a tampone preventivo, per accertare che non abbia contratto il virus: questa la richiesta di Marsilio al ministro Speranza: «Mi rendo conto che una misura generalizzata comporta una complessità notevole di problemi», scrive il governatore, «con un prevedibile aggravio di lavoro per le strutture sanitarie, ma alla luce dell'evoluzione del fenomeno sarebbe opportuno valutare la fattibilità dell'applicazione di misure di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario anche a soggetti che provengono da territori che statisticamente presentano un'incidenza di casi da giustificare una maggiore cautela». E dagli infettivologi abruzzesi, vista l'evoluzione della mappa di diffusione del coronavirus, parte l'appello alle famiglie abruzzesi «a far rimanere i bambini a casa. La chiusura delle scuole non va presa come una vacanza. È un provvedimento assunto per contenere il contagio, pertanto è consigliabile non far uscire i ragazzi, almeno in questa fase critica, e non portarli in luoghi affollati».
SCUOLA ON LINE. Fino al 15 marzo, come previsto nel decreto del Governo, non si farà lezione nelle scuole e nelle università. «È compito delle autorità scolastiche, che hanno una loro autonomia», ha detto sempre ieri Marsilio, «organizzare corsi per la didattica a distanza. Spero che i nostri istituti siano in grado di offrire questo servizio e che la lunga sospensione dell'attività non si trasformi in un danno per i nostri studenti, che hanno il diritto ad essere informati».
Nel vertice convocato, ieri, dal Prefetto dell'Aquila, Cinzia Torraco, che ha riunito la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, si è stabilito «di realizzare una stretta sinergia tra tutte le istituzioni coinvolte. Il monitoraggio di tutte le misure di prevenzione è affidato ai Prefetti; le Asl comunicheranno tempestivamente tutti i dati rilevanti alle Prefetture e alla Protezione civile, dove è stata istituita un'unità di crisi regionale, a cui parteciperà un rappresentante della Prefettura dell’Aquila».
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