Sesso, ecco il mercato del tradimento

Dopo il blitz nei centri cinesi, parlano gli investigatori privati pescaresi: mogli insospettite da tracce di creme e olio sui vestiti

PESCARA. Il colletto della camicia sporco di un velo di crema, la canottiera intima con una macchia d’olio, slip e calzini che profumano di fiori. Sono questi gli indizi che potrebbero significare una cosa: vostro marito è stato in un centro massaggi cinese. A dirlo sono gli investigatori privati il giorno dopo l’operazione Relax che ha portato alla chiusura di 8 centri massaggi orientali a Montesilvano e a 7 arresti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Centri massaggi trasformati in case d’appuntamento a tariffe popolari lungo le strade più trafficate come via Vestina, via Verrotti e viale Europa. L’inchiesta dei carabinieri, coordinata dai pm Paolo Pompa e Giuseppe Bellelli, è nata dalle rivelazioni di una moglie gelosa ed è andata avanti ascoltando i clienti che uscivano dai centri massaggi, quasi tutti pronti a confermare – pena un’accusa di falso – che dietro il «massaggio romantico» si nascondeva un massaggio rilassante che finiva con la masturbazione. L’indagine che muove i primi passi dalle confessioni di una moglie tradita è quasi un caso da manuale, dicono gli investigatori privati che cominciano a incrociare nel loro lavoro anche i centri massaggi cinesi, una realtà che da un anno ha attecchito soprattutto a Montesilvano tanto che per i carabinieri guidati dal capitano Enzo Marinelli l’affare è da un milione di euro all’anno: prima della chiusura, i locali – quasi tututti ai piani terra dei palazzi – erano aperti dalle 9,30 fino a oltre le 22.

Ma com’è il mercato della gelosia e del tradimento a Pescara? «Le richieste di controlli sui partner sono all’ordine del giorno», rivela Luigi Di Benedetto, titolare dell’agenzia investigativa La Pantera con un passato di trent’anni in polizia a Pescara e Milano. «Se il cliente fa notare indizi che portano a indumenti sporchi di crema e olio, magari può essersi trattato proprio di una visita nei centri massaggi, di un passaggio in un night o di un incontro con una prostituta. Per verificare una situazione del genere», spiega l’investigatore, «si comincia con gli appostamenti e magari si usano anche mezzi tecnici leciti. Ma seguire una persona costa: le richieste sono tante ma, poi, in pochi decidono di sopportare la spesa».

Un altro che conosce il mestiere è Fabrizio Cordoano, titolare dell’agenzia di sicurezza Sial, ex investigatore privato con un passato da carabiniere e scrittore di libri gialli che ruotano intorno alla vita di un detective privato di provincia: «La moglie che non si fida del marito è un classico», dice, «e il modo più facile per scoprire se il marito tradisce è rubargli il telefonino per spulciare i messaggi o le ultime chiamate. Un’altra spia è il cambio delle abitudini degli uomini, una cosa di cui le mogli si accorgono in fretta: una volta, una donna mi raccontò che il marito era strano, che aveva cominciato a farsi le lampade e che si era comprato una moto. Alla fine, scoprii che era diventato gay».

«Più che visite estemporanee, i casi più frequenti sono riconducibili a storie parallele capaci di destabilizzare l’andamento familiare», commenta Luigi Azzaro, titolare dell’istituto Daga, impegnato in investigazioni, sicurezza e vigilanza armata. «Quando le donne notano i cambiamento nei mariti si insospettiscono ma, di fronte a tantissime richieste, molte sono rispedite al mittente a causa della mancanza dei fondi. Per avviare un’indagine è necessario essere disposti a spendere: prezzi stracciati», sottolinea Azzaro, «sono indice di relazioni supportate da fatti e circostanze millantate e frutto di fantasia. Insomma, capita che pur di guadagnare qualcosa, ci si inventi storie credibili ma non si possono prendere in giro persone che, in un determinato momento, sono in difficoltà emotiva».

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