Setak, il chitarrista che canta in pennese

È la nuova scommessa di Nicola Pomponi, il musicista vestino di Donatella Rettore
PENNE. Il dialetto pennese per cantare le emozioni della sua infanzia, raccontare la sua vita e le sue radici nel suo nuovo album “Bluesanza”. È questo il nuovo progetto musicale di Nicola Pomponi, detto “Setak”, da sei anni chitarrista ufficiale di Donatella Rettore.
Un pennese doc, come racconta il suo nome d’arte, Setak, richiamo preciso alle sue origini: deriva dal soprannome di famiglia “Setacciaro”. «Come dicono dalle mie parti», racconta, «“lu setacciar”, perché i miei antenati costruivano setacci, gli strumenti per filtrare la farina. Per la gente del mio paese sarò per sempre “lu fij di lu setacciar”», racconta Nicola Pomponi. Chitarrista blues, si è aggiudicato il “Pistoia blues festival”, ha collaborato alla realizzazione della colonna sonora di alcuni film, come “Il Mondo fino in fondo” di Lunardelli. Ha suonato dal vivo con Noemi e Mimmo Locasciulli e con il suo gruppo, i Greenwich, ha aperto il live tour di Ligabue 2009. Ma adesso ha un progetto tutto suo. E per far decollare la sua nuova idea musicale, Setak ha lanciato una campagna di crowdfunding, sostenuta anche dal tour operator pennese Wolftour. La raccolta prevede tre traguardi: il primo al raggiungimento di 3mila euro per le spese di registrazione; un secondo di 7mila euro per la realizzazione di videoclip; un terzo di 12mila euro per social media management e ufficio stampa. Ad oggi sono state superati 8.500 euro di raccolta, quasi un record per un disco. A pubblicizzarlo, il video girato nella sua casa al centro di Penne, e negli angoli abruzzesi della sua infanzia, con la partecipazione di amici e parenti. Tutto in linea con il suo desiderio di esplorare la lingua della sua infanzia, il dialetto pennese.
«La particolarità dei miei nuovi testi è che sono in dialetto. Un dialetto intimista, non urlato. Dal punto di vista musicale la cosa più interessante credo stia nella sintesi tra mondi musicali diversi, che io e il mio produttore Fabrizio abbiamo creato», spiega ancora Setak. La famiglia, l’amore, i pranzi con le persone care, le amicizie, quelle belle e particolari come quella che lo lega ad Alessandro Rasicci, al quale ha dedicato il singolo “Alé Alessa’”, sono questi i temi delle sue canzoni. «Blues e transumanza, sentimento e appartenenza, un modo di interpretare le cose, le persone e tutto quello che mi circonda». Blusanza, appunto, che contiene undici pezzi dalle sonorità internazionali cantati in un inedito dialetto pennese.
«Interpreto il blues non solo come genere musicale, ma come condizione dell’anima e come sguardo sul mondo che si mescolano alla natura nomade della transumanza: un meticciato dell’anima. “Marije“ è il primo pezzo di un disco che parla di me e della mia terra: scava nei primi anni della mia vita, i primi dodici o tredici, che sono i più potenti perché tutte le emozioni provate successivamente sono solo briciole in confronto», conclude il cantante pennese.
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