Sfiduciato il super-consigliere Cacciagrano

San Giovanni Teatino, mozione presentata al sindaco da 9 assessori su undici: «Ha troppe deleghe»
SAN GIOVANNI TEATINO. Acque agitate nell'amministrazione del sindaco Luciano Marinucci. Assessori e consiglieri di maggioranza, 9 su 11 dell’intera squadra di governo, hanno presentato una mozione per sfiduciare il super-consigliere Paolo Cacciagrano e chiedere al primo cittadino di ritirargli il corposo pacchetto di deleghe che gli è stato assegnato nei mesi scorsi, pur non essendogli stata riconfermata la poltrona nell'esecutivo.
La dichiarazione di guerra porta la firma del vicesindaco Giorgio Di Clemente, degli assessori Massimiliano Bronzino, Marco Cacciagrano, Alessia Chiacchiaretta e Gabriella Federico, del presidente del Consiglio comunale, Nicola Tumini e dei consiglieri Rosario Cicellini, Federico Di Palma e Alessandro Feragalli, il gruppo di maggioranza al completo, tranne la consigliera Mirella Federico, il sindaco Marinucci e lo stesso Paolo Cacciagrano.
A renderlo noto sono gli stessi firmatari del documento: «Il gruppo Progetto Comune, a esclusione di Mirella Federico, ha trasmesso al sindaco la mozione di sfiducia nei confronti di Cacciagrano, chiedendo la revoca degli incarichi a lui assegnati. La sfiducia è frutto della diversità di concepire la gestione della cosa pubblica e della differenza di comportamento che finora, soprattutto negli ultimi periodi, hanno caratterizzato l'azione del consigliere, rendendo incompatibile la coesistenza e la collaborazione con lo stesso. Tutto ciò rallenta l'attuazione del programma per le difficoltà operative che si manifestano».
Non è in discussione invece il sostegno al primo cittadino: «Confermiamo fiducia al sindaco, ritenendolo piena espressione di un nuovo metodo di amministrare in netta discontinuità con il passato e punto di riferimento nella prospettiva di proseguire l’esperienza di Progetto Comune anche in futuro». Da tre anni, Cacciagrano, prima come assessore, poi come consigliere, si occupa di pubblica istruzione, sport, attività turistiche e manifestazioni, asili nido, politiche giovanili, istituzioni, associazioni e rapporti con le cooperative. Una gestione, ritenuta di «vecchio stampo», che non piace ai colleghi.
Il primo forte segnale per ridimensionare Cacciagrano era stato lanciato a marzo quando il consigliere non fu eletto presidente dell’assemblea civica, elezione che invece era stata indicata nei giorni precedenti dallo stesso sindaco Marinucci e che con l’altra nomina annunciata, nel Cda Saga (la società di gestione aeroportuale), sembrava destinata a controbilanciare la mancata conferma di o Cacciagrano in giunta, che invece adesso è sul punto di essere mandato all’opposizione.
Gabriella Di Lorito
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