Sgarbi: sarà un museo unico spero che la città lo meriti

Il critico d’arte ospite dei coniugi Di Persio ha visitato il cantiere di via D’Annunzio Il palazzo degli anni Venti ospiterà la preziosa collezione d’arte dell’Ottocento
PESCARA. Il cantiere non è chiuso e il museo aprirà probabilmente nel 2019, ma diversi volti noti della critica d'arte internazionale hanno già voluto visitare gli spazi che ospiteranno la fondazione-museo dell'imprenditore e mecenate Venceslao Di Persio e della sua signora, la professoressa Rosanna Pallotta.
È recente la visita di Vittorio Sgarbi, che ha trascorso alcune ore fra i quattro livelli di quella che sarà una delle più importanti istituzioni museali in Italia.
«Sull’arte dell’800 senz’altro la più importante, anzi può diventare unica come Museo dell'Ottocento, con questo nome, non ne esiste un altro», ha commentato Sgarbi durante la sua visita a Pescara.
Un lungo sopralluogo assieme ai coniugi Di Persio negli spazi della ex Banca d'Italia di viale d'Annunzio che, dopo una lunga battaglia amministrativa e giudiziaria tra la proprietà, la soprintendenza ai Beni architettonici e il Comune di Pescara, sembra ora proiettata verso una nuova luminosa vita.
Una struttura espositiva di richiamo internazionale che andrà a presentare il tesoro dei Di Persio - i quali hanno acquisito e stanno ristrutturando il palazzo degli anni ’20 per metterlo a disposizione della collettività - ovvero oltre 220 opere d’arte pittorica e scultorea ottocentesche, italiane e francesi, tenute in massima considerazione da storici e critici di fama mondiale. Fra cui, naturalmente, Vittorio Sgarbi, legato ai Di Persio da un rapporto amichevole e culturale: non mancano, e succede spesso, che nelle sue mostre ci siano quadri di grandi maestri prestati dalla collezione Di Persio-Pallotta. Basti ricordare che per la grande esposizione “Il Tesoro d’Italia” all’Expo 2015 di Milano, Sgarbi scelse, e chiese in prestito, molti quadri ai Di Persio.
«L’edificio è bellissimo, sembra fatto a posta per ospitare questo vostro museo», ha commentato Sgarbi, «e sono stupefatto che ci sia stata una polemica così lunga per una cosa così semplice, chiunque capirebbe che si tratta di un’occasione unica per l'Abruzzo, che non ha neanche un museo dell’Ottocento. D’altronde ce ne sono davvero pochi in Italia».
Venceslao Di Persio ha accompagnato Sgarbi illustrando i lavori in corso e il progetto del percorso espositivo. «Può nascere una cosa grandiosa», ha detto Sgarbi che ben conosce la collezione, una delle più contattate per i prestiti a importanti mostre, pensata come un dialogo fra i capolavori di grandi maestri, dalla Scuola di Barbizon a quella di Posillipo, pezzi notevoli di autori come Gustave Courbet, Antonio Mancini, Charles-François Daubigny, Giuseppe De Nittis, Theodore Rousseau, Domenico Morelli, Michele Cammarano, Georges Michel, Francesco Paolo Michetti, Jules Dupre e Michele Tedesco, solo per citarne alcuni.
«Lo chiamerei senz’altro Museo dell’Ottocento. Così, secco, un sintagma, un nome solenne, e finirà che sarà l’unico in Italia a chiamarsi così».
«D’altra parte» ha concluso Vittorio Sgarbi, «questa nascente fondazione-museo è una rarità, forse anche troppo per questa città, che spero sappia meritarla».
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