Sgombero dei rifiuti, un altro ultimatum in tre giorni

MONTESILVANO. Nuova ordinanza contro le discariche abusive che quest’estate stanno invadendo diverse aree private della città. Il provvedimento, firmato ieri dal sindaco, Francesco Maragno, riguarda...
MONTESILVANO. Nuova ordinanza contro le discariche abusive che quest’estate stanno invadendo diverse aree private della città. Il provvedimento, firmato ieri dal sindaco, Francesco Maragno, riguarda in particolare il cortile dell’ex Monti, il complesso che un tempo ospitava una fabbrica di abbigliamento e all’interno del quale ora trovano spazio una serie di attività commerciali.
Il piazzale adibito a parcheggio che si apre su via Cavallotti, all’ingresso nord di Montesilvano, da oltre due mesi, si presenta letteralmente invaso da rifiuti ingombranti e sacchi di pattume, offrendo uno spettacolo indecoroso, oltre che maleodorante. Condizione che alimenta disagi e imbarazzo ai commercianti della zona e ai loro clienti. Dopo l’allarme lanciato dagli stessi negozianti, e in seguito al sopralluogo svolto dagli uffici tecnici del Comune per visionare la situazione di degrado, il sindaco ha firmato l'ordinanza. Provvedimento che obbliga l'amministratore di condominio a rimuovere, entro tre giorni dalla notifica, tutto il materiale abbandonato e a smaltirlo correttamente. In caso contrario, sarà il Comune a provvedere all’intervento addebitando le spese al privato.
«È desolante», dice Maragno, «dover constatare l'assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell'ambiente e degli stessi concittadini da parte di alcuni montesilvanesi. È inammissibile che aree private vengano trattate come discariche. Abbiamo disposto questa seconda ordinanza (dopo quella relativa al palazzone di via Lazio 61, ndc) sperando che chi di dovere risolva con sollecitudine una situazione assolutamente incresciosa. Se ciò non dovesse accadere», chiosa il sindaco, «provvederemo utilizzando la nostra ditta di gestione dei rifiuti, ovviamente addebiteremo i costi di rimozione e smaltimento a chi ne dovrebbe essere il responsabile».a.l.)
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