Shopping e cenone: che Natale ci aspetta

20 Novembre 2020

Al vaglio misure meno restrittive se la situazione migliorerà

PESCARA. Mentre l’Abruzzo da mercoledì è in zona rossa il governo è già al lavoro per il nuovo Dpcm. La data clou è quella del 3 dicembre: la speranza da Palazzo Chigi è che in quel giorno la situazione in Italia possa essere migliorata dopo i provvedimenti presi per alleggerire i dati del contagio da Covid-19. L’obiettivo è arrivare a quella deadline con le regioni che possano essere per la maggior parte in fascia gialla o arancione. Ed a quel punto potrebbero scattare misure meno severe per favorire alcune aperture in vista del Natale. «È presto per parlarne», dicono dal ministero della Salute, ma intanto emergono i primi scenari. «Lavoriamo insieme come abbiamo sempre fatto per il prossimo Dpcm, approfondendo in sede tecnica le proposte della Conferenza delle Regioni. Ma fino al 3 dicembre restano in vigore parametri e regole condivise, oggi in vigore», ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine del confronto tenuto con le Regioni. Politici e scienziati rinnovano gli appelli alla prudenza e sobrietà ogni qualvolta si parla del Natale, ma è chiaro che qualcosa potrebbe cambiare se i dati sull’emergenza da qui alle prossime settimane dovessero migliorare.
COMMERCIO. Nuove regole per lo shopping e per i giorni festivi potrebbero scattare se la curva epidemiologica dovesse entrare davvero nella fase calante. Da Palazzo Chigi ripetono comunque che non ci sarà un via libera generale. Un concetto che verrebbe confermato anche dalle parole del ministro della Salute Roberto Speranza al tavolo con le Regioni, nel corso del quale avrebbe invitato a non sottovalutare la serietà della situazione. «La pressione sulle strutture sanitarie è molto alta. Non si può assolutamente scambiare qualche primissimo e ancora insufficiente segnale incoraggiante in uno scampato pericolo», avrebbe riferito evidenziando che i primi dati ottimistici sono «frutto delle misure che abbiamo assunto nelle ultime settimane». Ma tornando alle attività commerciali, potrebbero esserci alcune modifiche all’orario di apertura dei negozi e deroghe rispetto alla serrata di bar e ristoranti per farli “respirare” in uno dei periodi più redditizi sotto il profilo degli affari.
FESTE VIETATE. Sembra scontato che, seppur ci dovessero essere misure meno rigide, resterebbero vietate feste e cenoni con persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare. Per pranzi e cene in casa, invece, rimarrà la raccomandazione a mettere in atto tutte quelle precauzioni necessarie a proteggere le persone più fragili come gli anziani. Gli esperti continuano lanciare appelli a stare con i parenti più stretti, ma c’è la consapevolezza che, per quanto riguarda il discorso dentro le abitazioni, non si può andare oltre gli inviti alla prudenza rivolti alla popolazione.
NODO SPOSTAMENTI. Non cambierà la divisione dell’Italia in tre fasce e l’idea che sembra prevalere è di cercare di evitare che le persone si muovano verso quelle regioni dove il numero di contagi è maggiore. Ecco perché è tutt’altro che scontata la riapertura dei confini regionali, nonostante gli appelli di alcuni governatori affinché questo avvenga.
CENTRI COMMERCIALI. C’è chi invoca la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e non è escluso che si decida per una proroga dell’orario dei negozi al dettaglio al fine di favorire gli ingressi scaglionati. Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, ha parlato chiaramente di un Natale che, sull’onda di quanto accaduto in estate, non potrà essere da “liberi tutti”. C’è però la possibilità di riapertura di alcuni spazi. Proprio sullo shopping si è augurato che gli acquisti vengano fatti in maniera rigorosa e nel rispetto delle regole che il virus ci impone.
BAR E RISTORANTI. Sono un altro nodo che riguarderà quelle che saranno le fasce gialle e arancioni. La discussione ha a che fare con la riapertura nelle ore serali nelle zone gialle ed in parte della giornata in quelle arancioni. Altro punto è quello relativo al numero delle persone sedute a tavola. Quale sarà il limite massimo? Potrebbe essere quattro, oppure potrebbe essere aumentato a sei (in questo caso è plausibile che riguardi le aree gialle). Nei pranzi e cene in casa, però, il numero massimo delle persone sedute a tavola dovrebbe essere comunque superiore a quello previsto per i locali pubblici.
IL COPRIFUOCO. Le nuove regole potrebbero apportare modifiche relativamente al coprifuoco. Le indiscrezioni parlerebbero di uno slittamento di una se non addirittura due ore. Potrebbe quindi essere riportato alle 23 o mezzanotte, ovviamente sempre mantenendo il divieto di assembramento.