Si affaccia dal balcone e spara: due feriti

7 Luglio 2019

Dopo la sanguinosa aggressione a un senegalese, Valentino Spinelli, ai domiciliari, colpisce due fratelli. Portato in carcere

PESCARA. Affacciato al balcone di casa, in via Tavo, a Rancitelli, ha cominciato a sparare con una pistola in direzione di due fratelli romeni. Gli ha scaricato contro e un bel po’ di colpi, mentre i due fuggivano in auto, e li ha raggiunti: sono rimasti tutti e due feriti e anche l’auto è stata centrata in più punti.
Una notte da incubo per i due fratelli di 26 e 28 anni, che hanno subito raggiunto il pronto soccorso per essere medicati. Intanto la polizia, con gli uomini di squadra mobile, squadra volante e Scientifica, si è attivata, ha raggiunto l’abitazione di Valentino Spinelli, 28 anni, e dopo una serie di controlli lo ha arrestato. Perché è stato lui, per gli investigatori, a sparare ai due romeni che volevano solo acquistare da lui una dose di cocaina. E sempre Spinelli mercoledì scorso ha prima preso a pugni e poi accoltellato un 43enne senegalese, un altro cliente che voleva acquistare droga: anche in quel caso ha sparato dei colpi di pistola, ma probabilmente si trattava di una scacciacani. Dopo l’episodio di mercoledì Spinelli è stato arrestato ma è rimasto in quella casa, ai domiciliari, dove si trovava già per altri fatti. Stavolta, è finito in carcere.
La scena di quei minuti viene raccontata dal personale della Mobile, diretta da Dante Cosentino, intervenuto con i componenti della sezione reati contro la persona, coordinata da Angelo D’Onofrio. Il 113 viene a sapere che c’è qualcosa che non va al “ferro di cavallo” dalla telefonata di un residente che parla dei colpi di arma da fuoco. Raggiungendo via Tavo gli uomini della Volante, diretti da Davide Zaccone, trovano Spinelli ancora sul balcone: all’arrivo della pattuglia butta via alcuni bossoli, lanciandoli nel piazzale sotto casa, proprio come aveva fatto mercoledì sera quando si è sbarazzato della droga.
In quei minuti arriva anche la segnalazione dei due romeni che hanno chiesto di essere medicati in ospedale, dove sono arrivati con una Mercedes Classe C piuttosto malmessa, visto che i colpi di pistola hanno forato la carrozzeria e il parabrezza. Mentre vengono medicati e dimessi, con una prognosi di 20 giorni e 15 giorni, uno per la ferita al braccio e l’altro per la ferita alla mano e al polso, la polizia fa chiarezza sull’accaduto.
Con il passare dei minuti in via Tavo si crea un concentramento di uomini: con la polizia ci sono carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e vigili del fuoco, che illuminano l’area. Si cercano elementi e indizi utili a ricostruire l’accaduto. E vengono trovate diverse tracce di sangue, dentro e fuori casa di Valentino Spinelli, e poi 4 bossoli calibro 9 e una cartuccia inesplosa nel piazzale. Sul balcone, invece, ci sono altri sette bossoli, sempre calibro 9, tutti residui dei colpi esplosi poco prima. Ma dell’arma non c’è traccia: non riesce a trovarla neppure il cane specializzato. È la coppia a riferire i fatti, a spiegare che Spinelli ha aggredito uno dei due fratelli (l’unico entrato in casa) solo perché non indossava la maglietta, come a dire che è poco rispettoso. Per questa banalità Spinelli avrebbe tirato pugni e calci al cliente e lo avrebbe spinto per le scale, dove lo spacciatore è stato fermato con un pugno dall’altro romeno, sceso dall’auto in soccorso del fratello. Mentre i due fuggono, così hanno raccontato, Spinelli esce sul balcone e comincia a sparare verso l’auto. È scattato per questo il secondo arresto in 48 ore, stavolta per tentato duplice omicidio, con la segnalazione per detenzione illegale di arma comune da sparo e munizionamento.