Siamo al bivio, vietato improvvisare

TERAMO. «L’Abruzzo è una regione avanzata posta di fronte a un bivio, o si aggancia alle economie più sviluppate, o ricade in una stentorea sopravvivenza nel Mezzogiorno. È necessario potenziare lo...
TERAMO. «L’Abruzzo è una regione avanzata posta di fronte a un bivio, o si aggancia alle economie più sviluppate, o ricade in una stentorea sopravvivenza nel Mezzogiorno. È necessario potenziare lo sviluppo, con tutto ciò che ne consegue: lavoro, occupazione, maggior reddito disponibile, maggiore sicurezza». Così dice Luciano D’Amico, ex rettore di Teramo. «La velocizzazione della realizzazione delle infrastrutture e lo snellimento degli adempimenti burocratici appaiono fondamentali e propedeutici per tutte le altre azioni. La messa in funzione dei depuratori e la realizzazione di un moderno sistema fognario appaiono non solo ottimi strumenti di tutela dell’ambiente, ma anche azioni necessarie per rilanciare il turismo (inutile promuovere il mare abruzzese se il mare abruzzese è sporco e inquinato). Nelle scuole si formano gli abruzzesi del futuro: è fondamentale che possano farlo in sicurezza e tranquillità. Le aziende debbono essere attratte offrendo un eco-sistema economico adeguato (infrastrutture, maestranze qualificate, formazione e ricerca, accesso al credito, snellimento burocratico, ecc.), non minacciate e imbrigliarle con norme che ne ridurrebbero la libertà di azione e di scelta. Queste azioni richiedono competenza ed esperienza amministrativa, attitudine alla inclusione e alla condivisione, visione strategica e capacità di innovazione e, soprattutto, nessuna improvvisazione. Questo è il mio identikit del nuovo presidente della Regione». (l.c.)

