«Siamo costretti alla cassa integrazione»

30 Settembre 2022

Il titolare della catena White Bakery: spese di 12mila euro al mese, indispensabile ridurre i costi

PESCARA. Se non sarà trovata una soluzione al caro bollette le attività non potranno far altro che incidere sul personale, con la cassa integrazione guadagni. Ma c’è anche chi pensa di chiudere. Tra gli imprenditori che stanno valutando la possibilità di fare ricorso alla cassa integrazione c’è Ivan Perazzetti la cui società ha diversi punti vendita, non solo a Pescara, con il noto White Bakery, ma anche in altre province e regioni. E la situazione è diversa da locale a locale per cui sta pensando di adottare provvedimenti, nei prossimi mesi, se nulla cambierà, perché non è possibile «sostenere spese per 10 - 12mila euro», dal punto di vista energetico, come sta accadendo, anche se non a Pescara. Grazie ad una «gestione accurata» Perazzetti è riuscito, con la sua società, a «stipulare dei contratti con costi fissi per la zona di Pescara, che però andranno a chiudersi. Ma in altre zone, e parlo di Rimini, la bolletta è già passata da circa 2.500 euro a oltre 8.000. Ecco perché stiamo valutando la cassa integrazione. D’altronde nel nostro settore, la ristorazione, se si rispettano tutte le regole, si lavora con una marginalità bassa» per cui non è immaginabile di affrontare spese così elevate. «Per Pescara, Chieti e Ancona, per ora siamo salvi» ma sono diverse le variabili da considerare e come prima cosa si deve capire se «ci saranno problemi con la domanda, che per ora non si sono verificati. Veniamo da anni strani», con la pandemia che ha inciso sui comportamenti dei consumatori, nel mondo della ristorazione.
Difficile programmare, anche se si comincia a ragionare sul da farsi. «Si vive alla giornata, c’è poco da fare», riflette Perazzetti. «Noi stringiamo la cinghia, razionalizziamo, e risparmiamo. Ma credo che la cassa integrazione sia la via maestra anche se è un controsenso, considerato quanto costa» questo ammortizzatore sociale. «Non pretendo aiuto dallo Stato, che continua ad indebitarsi e a riproporre scelte che incideranno sui nostri figli. E non so quanto possa fare, con lo scostamento di bilancio. L’imposizione di un tetto sui prezzi energetici? Non ci credo», conclude Perazzetti. (f.bu.)
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