Sicurezza e periferie: ultima sfida tra candidati prima dei comizi finali

25 Maggio 2019

Davanti alle telecamere di Rete8 gli otto aspiranti sindaco  si sono confrontati per l’ultima volta prima del responso delle urne 

Aggiunge Baldini: «Puntiamo piuttosto sul decentramento dei servizi, la defiscalizzazione per favorire la ripresa economica e almeno un grande evento l'anno nelle periferie».
A seguire tocca a Mirko Iacomelli di Casapound: "Il problema delle periferie è stato creato dalle giunte precedenti, che ora tornano in quei luoghi per chiedere i voti. Occorrono ordinanze per sgomberare chi vive abusivamente nelle case popolari per poi ridare le stesse ad altri, con precedenza agli italiani. Non servono esercito e carri armati».
Sullo stesso tema Gianni Teodoro, candidato con la lista Scegli Pescara afferma: «Proporrò il modello T, cioè il modello Teodoro, con un nuovo piano regolatore per i quartieri più a rischio, scuole, parrocchie e l'associazionismo. Qualche giorno fa il ministro della difesa Trenta ha perso una giornata per dire che a Rancitelli serve l'esercito, ma le forze dell'ordine sostengono il contrario e hanno ragione».
Accanto a lui la prima delle donne, Marinella Sclocco, candidata con la coalizione di centro sinistra: «Sono nata a Villa del Fuoco e nelle liste che mi sostengono ci sono sei persone che vengono da quei quartieri. Nelle zone periferiche servono infrastrutture, servizi, scuole, asili nido, manutenzione. Un sindaco deve amministrare, non militarizzare. Nessuno di chi abita lì vuole telecamere per la videosorveglianza».
Poi è la volta di Erika Alessandrini del Movimento 5 Stelle: «Lo stato attuale delle periferie è colpa di destra e sinistra che hanno amministrato nel passato. In quei posti i cittadini hanno paura anche ad affacciarsi ai balconi. Le forze dell'ordine non bastano, mentre il progetto “Strade sicure” può aiutare. E poi servono centri di aggregazione».
Quindi tocca a Carlo Costantini, promotore della Grande Pescara: «Il problema sicurezza non riguarda solo le periferie ma anche altre zone della città. Questo perché i delinquenti dovrebbero essere in galera e spesso non è così. Occorrono misure repressive, senza escludere l'intervento dell'esercito. E il sindaco dev'essere fisicamente presente con un ufficio nei quartieri». Dopo di lui a parlare è Stefano Civitarese della Coalizione civica per Pescara: «Per noi la percezione dell'insicurezza è strumentale e progettata ad arte. Il problema di fondo è ricostruire un sistema di aggregazione e di vita sociale dignitoso per ogni cittadino. Occorrerebbe investire il 50% dei contributi concessori nelle periferie. No a interventi di mera repressione».
Carlo Masci, invece, candidato della coalizione di centro destra afferma: «Come prima cosa servono prevenzione, controllo e repressione. Poi occorrono centri di aggregazione, spazi pubblici e volontariato, senza dimenticare telecamere intelligenti, vigili di prossimità, ma anche daspo anti-balordi e lo sfratto per gli abusivi». Altro tema di confronto il rapporto tra il politico e il cittadino. Spetta sempre a Baldini inaugurare il giro di risposte: «Mi piacerebbe almeno un consiglio comunale all'aperto. Voglio che il mio ufficio sia la strada».
Poi Iacomelli: «Il sindaco non può vivere solo negli uffici. I quartieri? per ripristinarli serve la Grande Pescara».
Gianni Teodoro propone «il bilancio partecipato con l'intervento della cittadinanza, applicazioni e servizi online", mentre la Sclocco invoca "la pace tra elettori e amministratori, con il ripristino di comitati e vigili di quartiere".
Per Erika Alessandrini questo è «il cuore del nostro programma, insieme a bilancio partecipato e question time bocciati dalla sinistra che adesso li propone». Costantini punta su «digitalizzazione e trasparenza della pubblica amministrazione, oltre che a un maggiore spazio per le associazioni», mentre Civitarese insiste «per l'inserimento del bilancio partecipato e più spazio alla figura femminile con la casa delle donne».
Quindi tocca a Masci chiudere: «Istituiremo la figura di consigliere, assessore e dipendente di quartiere e io, come sindaco, girerò periodicamente tutta la città». Da oggi silenzio. La parola passa alle urne, aperte domani dalle 7 alle 23. Lo spoglio invece inizierà solo nella giornata di lunedì e ci dirà se il voto sarà stato sufficiente per eleggere il nuovo sindaco di Pescara oppure se si dovrà far ricorso al ballottaggio.
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