Sicurezza, i cittadini assoldano vigilantes

31 Maggio 2017

Dopo gli appelli contro furti, prostituzione e spaccio il Comitato di quartiere di via Firenze decide di autotassarsi e pagare privati

MONTESILVANO. I residenti si autotassano per pagare una ditta privata di vigilanza notturna che renda più sicuro il quartiere.
Avviene a Villa Verrocchio dove il Comitato di quartiere di via Firenze, costituito nei mesi scorsi da decine di famiglie che vivono nelle vie L'Aquila, Milano, Genova, Napoli, Torino, Isonzo, Chieti e Firenze, ha deciso di passare all’azione per cercare di dormire sonni più tranquilli.
Dopo aver promosso una petizione contro l’utilizzo di una palazzina di via Napoli nell’ambito del sistema di accoglienza Sprar per i richiedenti asilo, e aver portato la loro protesta sia in strada che a Palazzo di Città, gli abitanti del quartiere, che si affaccia sulla pineta ed è contenuto tra il lungomare e la Nazionale, tornano a far parlare di loro. Questa volta l’obiettivo del Comitato non è solo quello di pungolare l’amministrazione della città adriatica, ma anche quello di aumentare la sicurezza nel quartiere.
«Da tempo ormai denunciamo al Comune e alle forze dell’ordine il pessimo stato in cui versa Villa Verrocchio», ricorda il presidente, Osvaldo Cucciniello. «Da un lato abbiamo il fenomeno della prostituzione che ormai imperversa anche in pieno giorno, dall’altro ci sono decine di extracomunitari che bivaccano e spacciano a tutte le ore nella pineta in maniera indisturbata. Per non parlare degli episodi di furti che si sono registrati ai danni di alcune abitazioni della zona. I residenti – soprattutto quelli più anziani, le donne e le famiglie con bambini piccoli – hanno paura e quando cala la sera c’è il coprifuoco». Una situazione insostenibile, dunque, quella vissuta dai residenti del quartiere che hanno deciso di trovare una soluzione alternativa al problema.
«Visto che i nostri appelli finora sono caduti puntualmente nel vuoto», prosegue Cucciniello, «abbiamo deciso di prendere contatti con una ditta di vigilanza privata per valutare la fattibilità di un progetto che ci consenta di stare più tranquilli e anche di fare la nostra parte, segnalando eventuali pericoli o situazioni sospette tramite un’applicazione sul cellulare». Gli abitanti di Villa Verrocchio, che ieri hanno avuto il primo incontro interlocutorio con la ditta, si dicono quindi pronti ad autotassarsi per poter vivere il quartiere con maggiore serenità.
«Non spetterebbe a noi controllare il quartiere», chiosa il presidente Cucciniello, «ma siamo costretti a prendere questa decisione, sborsando di tasca nostra anche ulteriori soldi oltre alle tasse che paghiamo, per garantire alle nostre famiglie una maggiore serenità».
Intanto, mentre si avventura in questa nuova iniziativa, il Comitato mantiene alta l’attenzione anche sull’altro tema caldo nel quartiere, quello dell’accoglienza dei migranti, che è anche all’origine della nascita del gruppo. A preoccupare gli abitanti è l’inserimento di una palazzina di via Napoli all’interno del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) attualmente al vaglio del ministero. Se la proposta dovesse essere approvata, infatti, l’immobile di Villa Verrocchio dovrebbe ospitare 30 mamme con bambini e i residenti si dicono contrari a tale evenienza. Per questo, nelle scorse settimane il Comitato ha raccolto decine e decine di firme, consegnandole a Palazzo di Città, per ribadire all’amministrazione il proprio disappunto.