Silvia e la lezione sulla depressione

Al Di Marzio-Michetti l’incontro con la 18enne premiata dal presidente Mattarella
PESCARA. «La depressione non ha età, può arrivare a 30 anni, a 60 anni, ma anche a 16 anni com’è successo a me, scatenata da una crisi familiare, ma con radici che affondavano in un malessere più profondo che va sempre indagato. Ho superato il momento buio e ho deciso di raccontarlo attraverso i social per far capire a tanti ragazzi che possono stare male che non sono soli, che non devono vergognarsi, ma devono chiedere aiuto». Lo ha detto la giovanissima Silvia Pomella, liceale di appena 18 anni, originaria di Bolzano, parlando ai propri coetanei studenti dell’Istituto Professionale di Stato Ipsias Di Marzio-Michetti nell’incontro promosso nell’ambito del progetto “Ripartire dalla scuola”, coordinato dalla docente Valentina Palleri. Un racconto, quello di Pomella, partito dalla propria esperienza personale che dai social è arrivata sino al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che le è valsa l’onorificenza di Alfiere della Repubblica. «Nel 2019», ha raccontato, «sono rimasta chiusa in casa per un mese di fila, dentro il letto, sotto le coperte, senza andare a scuola, al buio, mi alzavo solo per mangiare, neanche per lavarmi, ero caduta in un buco nero. Ne sono uscita solo con l’aiuto di professionisti e oggi non ricordo nulla» di quella fase.
Nel corso della mattinata l’istituto professionale ha consegnato pacchi di vario genere, ovvero alimenti e abiti, alle Associazioni Agbe e Ail per sostenere le famiglie ucraine attualmente ospiti nelle due case famiglia con bambini che hanno bisogno di cure ematologiche (l’iniziativa è stata promossa da Giuliano Natale). Gli studenti hanno donato anche 10 scatoloni di prodotti da destinare alla popolazione rimasta in Ucraina.
Presenti alla giornata anche la vice dirigente Milca Marini, la psicologa-psicoterapeuta Gessica Di Florio e l’assessore comunale alle Politiche sociali Nicla Di Nisio.

