Sindacati, torna la protesta in piazza

Venerdì a Teramo la manifestazione contro la Regione per i fondi dell’Europa
TERAMO. Infrastrutture, politica industriale, trasporti, scuola, sanità, ricostruzione post terremoto e rilancio delle aree interne. Cgil, Cisl e Uil regionali illustrano le priorità dell’Abruzzo. Ancor prima che nei contenuti, però, la priorità assoluta, per i sindacati, è nel metodo: è necessario ripristinare il confronto con il Governo regionale, che «manca e in questo momento è prioritario». Le tre sigle annunciano la mobilitazione, con la manifestazione “Ripartire dal lavoro” che si svolgerà venerdì, alle 10, in piazza Martiri, a Teramo. L’evento fa seguito a quello nazionale del 29 luglio scorso a Roma. A presentarlo sono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Carmine Ranieri, Leo Malandra e Michele Lombardo, secondo cui l’Abruzzo ha bisogno di «ricomporre un tessuto sociale che l'emergenza Covid ha messo e sta mettendo tuttora a dura prova».
All'iniziativa parteciperanno, nel rispetto delle prescrizioni per il contrasto alla diffusione del coronavirus, circa 200 persone tra segreterie regionali e territoriali dei sindacati. La scelta è ricaduta su Teramo, quale simbolo delle aree interne e del tema della ricostruzione post terremoto. La conclusione della manifestazione è affidata, a nome delle tre sigle, al segretario nazionale della Uil, Domenico Proietti. «Mancano risposte concrete», affermano i segretari, «ci sono criticità che cerchiamo di risolvere, ma che non trovano soluzione, neppure in termini di confronto. Stiamo vivendo in un contesto sociale difficile, condizionato da un immobilismo politico che non lascia intravedere un impegno di operare scelte condivise in grado di cogliere le opportunità derivanti dalle risorse europee, quali il Recovery Fund, il Mes, la rimodulazione dei fondi Masterplan ed altri interventi a sostegno dell’economia con i quali sostenere il mondo del lavoro nazionale e abruzzese di fronte alle ricadute negative della pandemia», dicono i sindacalisti, sottolineando che con il Recovery Fund «ci saranno per l'Abruzzo otto o nove miliardi di euro» che, «con le scelte giuste, consentiranno di rilanciare davvero la regione».
«Nel decreto Agosto», osservano Ranieri, Malandra e Lombardo, «ci sono pochissime luci e molte ombre, cui va aggiunto il mancato rinnovo dei contratti pubblici e privati. La proroga degli ammortizzatori e del blocco dei licenziamenti che abbiamo voluto fortemente, non produrranno gli effetti desiderati se il Paese non sarà in grado di ripartire attraverso una progettualità e una visione che concentri la propria azione sul lavoro, sulla persona e di conseguenza sulle necessarie riforme a partire da quella fiscale. Il tutto aggravato da una ripartenza del sistema scolastico caratterizzata da una inammissibile confusione, da un deficit occupazionale e da carenze strutturali dovute anche alla negazione di un confronto con i sindacati».
Nel ricordare le vertenze in atto, i segretari sottolineano la necessità di lavorare «a partire dal sistema sanitario e sociale, scolastico, dei trasporti. Si deve ripartire dal lavoro, dal buon lavoro», concludono, aggiungendo che «c'è bisogno di confronto e coinvolgimento» e che «se le cose non dovessero cambiare siamo pronti anche ad azioni più forti». (l.d.)

