Sindaco, il Pd cerca intese con Costantini

Esponenti del Partito democratico premono per appoggiare la sua candidatura anche se l’interessato ha già detto un no
PESCARA. Il Pd è alla ricerca di un candidato sindaco. L’ipotesi di Carlo Costantini, che ha già annunciato di voler correre da solo per la carica di primo cittadino, non è tramontata, nonostante l’ex deputato, in un’intervista pubblicata ieri sul Centro, abbia detto che non vuole essere «il candidato del Partito democratico». Ma esponenti dem sono convinti che si possa trovare un accordo con l’ex parlamentare, magari tramite una lista Pd in appoggio alla sua candidatura, che rimarrebbe quindi indipendente dai partiti. L’idea di alcuni sarebbe quella di ripetere il modello per le regionali di Giovanni Legnini, che si è candidato con una civica e con l’appoggio di diverse liste, tra cui anche quella del Pd.
Ovviamente, al momento sono solo ipotesi. Tuttavia c’è chi considera questa una soluzione possibile. Non lo esclude, ad esempio, il segretario provinciale del Pd Enisio Tocco, che fa parte del gruppo di lavoro, nato venerdì scorso durante la direzione del partito, incaricato di ricercare dei possibili candidati per la corsa a sindaco alle prossime elezioni comunali del 26 maggio. Ne fanno parte anche il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, il senatore Luciano D’Alfonso, il capogruppo in Comune Emilio Longhi.
«Penso che le dichiarazioni di Carlo siano dettate da una strategia politica», ha affermato Tocco, «il suo obiettivo è quello di prendere le distanze dall’amministrazione uscente. Ha voluto mettere dei paletti dicendo che non vuole essere il candidato sindaco del Pd. Vuole dimostrare di essere alternativo alla giunta Alessandrini. Ma se dovessimo proporgli “ti appoggiamo nella corsa a sindaco” con la nostra lista, non credo che lui ci direbbe di no». «Comunque», ha poi sottolineato il segretario provinciale, «non abbiamo fatto ancora alcun incontro, quindi non è stato ancora affrontata la questione della candidatura. Resta anche l’ipotesi del sindaco uscente. Del resto, questa amministrazione ha fatto registrare anche dei risultati positivi. Per questo ho consigliato ad Alessandrini di farsi avanti per dire che lui intende ricandidarsi. Altrimenti faccia un passo indietro». Ma l’ipotesi di un secondo mandato dell’uscente non sembra far registrare molti consensi. Ora si pensa ad un nuovo candidato e lo stesso senatore Luciano D’Alfonso non intende escludere nessuna soluzione. «Voglio qualcuno che conosca il Novecento e che abbia progetti per il 2100», ha commentato l’ex presidente della Regione, «voglio una persona libera dai partiti che sia in grado di sostenere gli impegni amministrativi. Io non escludo nessuno, mi rimetto alle scelte del mio partito».
Critico, invece, l’assessore comunale del Pd Giacomo Cuzzi. «Prima delle commissioni elettorali», ha sottolineato riferendosi al gruppo di lavoro nominato dalla direzione del partito venerdì sera, «bisogna parlare di programmi, del ruolo che dovrà avere Pescara nei prossimi anni, delle cose fatte bene in questa consiliatura e di quelle che si devono ancora fare. Bisogna ripartire con una grande mobilitazione centrata sulle idee, il Pd non può agire pensando di essere autosufficiente». «Ci vuole collegialità», ha concluso, «non esistono candidati preconfezionati dai soliti caminetti appartenenti a logiche novecentesche. Immagino, invece, una convenzione con tutte le forze e i protagonisti del centrosinistra e con tutti coloro i quali hanno a cuore il futuro della nostra città e vogliono impegnarsi per migliorare le cose».
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