Sit-in dei maestri a Montecitorio

1 Agosto 2018

«No al decreto dignità, favorisce solo i diplomati di scuola magistrale»

PESCARA. «Con l’emendamento al decreto dignità, discusso lunedì mattina in Parlamento, un diploma di scuola magistrale preso qualche anno fa avrà più valore di una laurea quinquennale in Scienze della formazione primaria. Ci hanno condannato al precariato a vita», protestano così Ines Fofi, Fabiana Caravaggio, Valerio Sagazio, Francesca Cicchinelli, Federica di Pietro, Angela Allegretti, Maria Vittoria Toro e Selena D’Angelo, un gruppo di insegnanti pescaresi aderente al coordinamento nazionale Scienze della formazione primaria nuovo ordinamento.
Lunedì mattina si sono radunati alla stazione di Roma, insieme a circa una trentina di colleghi arrivati da tutte le province abruzzesi e ad altri insegnanti provenienti da tutta Italia, per mettere in piedi un sit-in davanti a Montecitorio. La protesta nasce dalla proposta, presentata dalla maggioranza parlamentare, di un concorso a cattedra straordinario specifico per i docenti precari della scuola primaria e dell’infanzia in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento. Un concorso che secondo gli esponenti del coordinamento «favorisce soltanto i vecchi diplomati di scuola magistrale, inseriti nelle graduatorie Gae con riserva, in seguito a un ricorso al Tar del Lazio». Al contrario i laureati con il nuovo ordinamento in scienze della formazione primaria risulterebbero esclusi dalla prova straordinaria perché non in possesso dei due anni di servizio non continuativi. «La beffa», spiegano gli insegnanti pescaresi, «è che questo concorso permetterà ai diplomati di rimanere nelle graduatorie di merito, mentre noi laureati che abbiamo acquisito il titolo di studio con il nuovo ordinamento, quindi ci siamo laureati a partire dal luglio 2016, non possiamo partecipare perché non siamo riusciti a maturare i due anni di supplenze».
«Noi abruzzesi», spiega Ines Fofi a nome di tutto il gruppo di insegnanti, «siamo altamente qualificati, per svolgere questa professione abbiamo partecipato a un test universitario mirato sul fabbisogno regionale, quindi siamo stati selezionati accuratamente prima di procedere con l’abilitazione per la scuola primaria e per la scuola dell’infanzia. Io, ad esempio, ho due lauree: una in Lettere e l’altra in Scienze della formazione primaria. Adesso, invece, vivo il paradosso di essere scavalcata dai diplomati degli anni ’80 che fino a qualche anno fa svolgevano un altro lavoro, ma adesso hanno rispolverato il loro diploma solo perché un ricorso ha dato loro ragione con riserva». (y.g.)
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