Sit-in per fermare il nuovo ipermercato

11 Dicembre 2017

Chieti: ambientalisti, associazioni del commercio e politici oggi davanti al cantiere. Contro le ruspe anche la Regione

CHIETI. Ruspe e sit-in di protesta al cantiere di Mirò, vero nome di Megalò 2. Nel giorno dell’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo parco commerciale, parte anche la contestazione con un presidio fatto di commercianti, ambientalisti e forze politiche. Questa mattina, mentre il progettista Domenico Merlino darà il via ai lavori, scenderanno in campo Wwf, Cna, Confesercenti, Confcommercio e altre associazioni. Ci saranno anche il consigliere regionale di FI Mauro Febbo, con i consiglieri comunali forzisti Emiliano Vitale e Maurizio Costa e il consigliere di FdI Marco Di Paolo. Invitati pure gli esponenti dei 5 Stelle del Pd e dell’Altra Chieti. «Abbiamo deciso di chiamare anche la politica, a prescindere dallo schieramento, perché pensiamo che questa battaglia sia di tutti», dice la direttrice della Cna Letizia Scastiglia. «Pretendiamo il rispetto delle leggi e del buon senso», aggiungono gli animatori della protesta in una nota congiunta, «il Megalò 2 non ha l’autorizzazione del Comitato di Valutazione ambientale e non ha affatto superato le criticità idrauliche preesistenti in assenza delle valutazioni post-opera delle autorità competenti. È impensabile che Regione, Provincia, Comuni, magistratura e forze dell’ordine possano consentire questa ulteriore cementificazione, senza un deciso intervento di stop». Intanto ieri si è mossa la Regione. Il dirigente regionale Emidio Primavera, su sollecitazione del presidente Luciano D’Alfono, ha scritto al Genio Civile, al Servizio Difesa Suolo e all’Autorità di Bacino, chiedendo di verificare la situazione e, nel caso, dare lo stop al cantiere della Sile. «In relazione alla vicenda Megalò 2», si legge nella lettera riservata che pubblichiamo, «anche a seguito di interlocuzione odierna con il presidente D' Alfonso, vi chiedo di verificare immediatamente il puntuale adempimento da parte della ditta costruttrice alle procedure istituite dalle strutture da voi dirette e l'ossequio a tutte le norme di legge e sulla garanzia della pubblica incolumità, non esitando ad interrompere sul nascere l'attività edificatoria nel caso in cui non ricorrano le verifiche e i presupposti sopra citati». Tre giorni fa si era mosso anche il Comune di Cepagatti chiedendo una serie di documenti da avere «prima di qualsiasi ripresa dei lavori», cogliendo l’occasione per richiedere anche i 137mila euro di oneri di costruzione. Per quanto riguarda Chieti, invece, il sindaco Umberto Di Primio ripassa la palla alla Regione. Non senza critiche: «Devo evidenziare in questa vicenda il pressappochismo degli uffici regionali che dicono tutto e il contrario di tutto. Delle due l’una: o è tutto a posto, allora la protesta è inutile, o non lo è e perciò non si può costruire. La valutazione politica è, invece, che il programma all’interno del quale vennero autorizzati Megalò 1, 2 e 3, era dell’inizio degli anni 90. Oggi quella programmazione va rivista e adeguata ai tempi. E, a mio avviso, oggi il tessuto economico e sociale non può ricevere nuova offerta commerciale».