Sito inquinato, lite sugli edifici da demolire

La società Moligean si difende dall’accusa di ritardare i lavori a Piano d’Orta: «La colpa non è nostra»
BOLOGNANO. «Sarebbe molto bello che qualche volta il sindaco di Bolognano e la Regione invitassero la controparte alle loro conferenze stampa o almeno accettassero un incontro: sarebbe la modalità più corretta di confronto perché le mezze verità sono fuorvianti». Risponde così l'amministratrice della società Moligean, Federica Ederle, alle dichiarazioni rese dal sindaco Guido Di Bartolomeo e dal capogruppo di FdI in consiglio regionale, Guerino Testa, circa la querelle sull'abbattimento degli edifici di Piano d'Orta di proprietà di Moligean, al centro di presunti ritardi per la bonifica del sito inquinato che spetta solo alla società Edison. «È vero che il sindaco mi ha denunciata», afferma la Ederle, «per inosservanza di provvedimento, ma si è dimenticato che per quel provvedimento Moligean aveva ottenuto la sospensiva dal Tar. Moligean non ha mai messo a rischio la salute dei cittadini: il sito è recintato e non si capisce che pericolo di igiene pubblica ci sia. Più colpevole mi sembra il ritardo di bonifica di Edison che si ferma davanti a 7 carotaggi».
Secondo l'amministratrice il Tar, con l'ordinanza numero 100 lascia a Moligean ogni libertà e autonomia nel presentare un progetto di messa in sicurezza, «che Moligean ha già fatto». «È il sindaco», aggiunge Ederle, «che blocca il progetto senza neppure discuterlo perché pretende che Moligean progetti quello che chiede Edison, mentre il Tar lascia alla nostra società totale libertà di comportamento, rispettando il principio di proporzionalità e di buon senso e auspicando buona fede e collaborazione. Per questo abbiamo ricorso per ottemperanza, chiedendo un commissario ad acta: il sindaco non sta collaborando».
La Moligean contesta poi la posizione di Edison: «Chiunque capisce», afferma Ederle, «che abbattere 7 fabbricati di quel tipo solo perché Edison vi faccia 7 carotaggi, uno per fabbricato, è quanto meno assurdo, visto che esistono sistemi efficacissimi di percorsi protetti e di tecniche specialistiche del settore per lavorare in sicurezza, come hanno proposto i tecnici di Moligean». La società, peraltro, ha già risposto alla diffida ricevuta dal ministero della Transizione ecologica il 12 gennaio scorso, con la quale si imponevano 30 giorni di tempo per avviare i lavori di demolizione e sgombero dei relativi rifiuti. «Il tenore dell'atto in questione», conclude Moligean, «risulta, prima ancora che infondato, del tutto incomprensibile visto che la sentenza del Consiglio di Stato invocata non ha fatto altro che confermare, respingendo l'appello di Moligean, la precedente sentenza del Tar Abruzzo, la quale a sua volta aveva annullato l'ordinanza del Comune di Bolognano, imponendo all'amministrazione comunale di rideterminarsi sulla questione». (m.c.)
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