Skipass unico e più studenti sulle piste

7 Settembre 2019

Di Donato (vicepresidente nazionale maestri di sci): sì a un progetto di rilancio della montagna, lo diremo al nuovo governo

ROCCARASO. Ski pass unico regionale, legge ad hoc da rilanciare, maestri di sci ambasciatori d’Abruzzo e più scuole in pista. Costruire campioni si può, ma va creato un piano di sviluppo turistico. Sono queste le priorità che intende affrontare Francesco Di Donato, da qualche giorno numero due dei maestri di sci in Italia. Sindaco di Roccaraso, presidente del Collegio regionale dei maestri di sci abruzzesi e ora vice presidente vicario del Collegio nazionale, Di Donato ha 42 anni, due lauree, un passato da gigantista, e soprattutto le idee molto chiare su dove condurre i circa 15mila maestri di sci che lo hanno eletto. Fino al 2023 avrà anche la delega alle relazioni istituzionali e sarà il braccio destro del valdostano Beppe Cuc.
Qual è il primo passo da compiere?
«Chiederemo subito un incontro al nuovo Governo: i maestri di sci devono essere al centro di un progetto di rilancio della montagna italiana che ci permetta di guardare con fiducia ai mondiali 2021 e alle Olimpiadi del 2026».
Quali sono le urgenze?
«Servono specializzazione, innovazione, sicurezza e legalità. In questo quadro farò di tutto perché l’Abruzzo abbia un ruolo da protagonista. Abbiamo professionisti di altissimo livello tecnico e stazioni sciistiche competitive. Se riusciremo a fare una grande squadra-territorio la vittoria non ci potrà sfuggire».
Lo skipass unico appare come una condizione imprescindibile per lo sviluppo del settore. Non crede?
«Siamo stati i primi a proporre la realizzazione di uno skipass unico regionale perché lo riteniamo uno strumento formidabile per promuovere le nostre stazioni sciistiche. Ma proprio perché è così importante, è necessario che la Regione sia capofila di un’azione coordinata con i gestori di tutte le stazioni, i Comuni, i maestri e le scuole di sci, gli albergatori e tutti i soggetti della filiera del turismo. Quando penso allo skipass unico regionale mi viene in mente un ticket – acquistabile facilmente sul web o col telefonino – con il quale utilizzare il treno, i bus e gli impianti di risalita d’estate e d’inverno. Una card con la quale poter frequentare le lezioni di sci, prenotare un hotel, noleggiare le attrezzature per lo sci o le bici d’estate».
Sembra un modello di turismo utopistico.
«Guardi, in Abruzzo abbiamo già le tecnologie più innovative, i prodotti per semplificare la vita dei turisti e le competenze per attuarlo già da domani mattina a costo zero. Serve che la Regione si assuma la responsabilità di avviare l’iniziativa. E serve che lo faccia subito. Non bisogna perdere altro tempo e soprattutto non bisogna correre dietro alle iniziative solitarie e sconclusionate che dividono i territori e ci fanno perdere competitività. È un lavoro per i tecnici che studiano l’innovazione del turismo: i campanili e gli apprendisti stregoni si divertano su altri temi».
A che punto è l’applicazione della legge regionale sul settore? Ha bisogno di un restyling?
«La nostra legge regionale approvata durante l’amministrazione Chiodi è stata un esperimento pilota al quale da anni tutte le altre Regioni guardano con grande interesse. L’introduzione della divisa unica regionale è uno dei “bollini” più importanti che certificano la qualità del turismo montano abruzzese. Si premiano la formazione e le specializzazioni e si contrastano in maniera molto seria l’esercizio abusivo della professione del maestro di sci, favorendo l’emersione dell’evasione e dell’elusione fiscale e contributiva».
Maestri di sci sentinelle del turismo montano. Ci fornisce un po’ di numeri?
«Chi sceglie l’Abruzzo per sciare si trova di fronte un esercito di 700 maestri di sci, con un’unica divisa, in regola con la formazione, l’assicurazione e l’aspetto contributivo. È stata una grande conquista del nostro turismo che ora il legislatore regionale deve migliorare, dotandola di fondi che permettano ai maestri di sci di frequentare altri corsi di formazione, di imparare le lingue, di dotarsi delle attrezzature migliori, di avviare una specializzazione di alto livello destinata anche ai diversamente abili. Di certo sulla legge regionale non si può tornare indietro, riportando l’Abruzzo alla giungla di un’offerta confusa e piena di abusivismo».
Cosa deve accadere perché il turismo conquisti un ruolo attivo?
«I maestri di sci sono i veri ambasciatori del turismo montano abruzzese. Proprio per questo vanno coinvolti direttamente in tutti i percorsi di innovazione e di crescita del prodotto turistico abruzzese. Con la divisa unica, svolgiamo anche un ruolo di promozione diretta del brand Abruzzo che permette ai turisti di identificare facilmente un professionista della neve capace di accompagnare in pista principianti, sciatori esperti ed agonisti. È una questione di professionalità, di legalità ma anche e soprattutto di sicurezza per chi frequenta le nostre montagne. Questo nostro ruolo attivo e propositivo va riconosciuto dalla Regione che deve metterci al centro di un progetto di rilancio vero del prodotto montagna».
Lei ha avuto esperienze importanti a livello agonistico. Abbiamo speranze che dall’Abruzzo si possa forgiare qualche campione?
«Servono più scuole in pista. Con il progetto della “settimana bianca” a scuola il numero degli studenti in pista, soprattutto delle ex elementari e medie, è cresciuto notevolmente durante i giorni infrasettimanali. Ma non è ancora sufficiente. Non servono più solo progetti spot: è necessaria un’azione organica che veda da un lato le scuole al fianco delle famiglie e degli studenti che vogliono allenarsi durante la settimana con programmi didattici flessibili e atteggiamenti maturi. Dall’altra il “mondo” neve deve strutturare un’offerta sostenibile economicamente e fisicamente per gli studenti che tre o quattro giorni ogni settimana vogliono allenarsi e vivono mediamente a circa 40 minuti dalle piste di risalita. Ci avviamo verso le Olimpiadi del 2026: atleti italiani in corsa per una medaglia ci saranno se partono questi programmi».
Ora c’è il nuovo governo. Quali i prossimi passi?
«Appena il nuovo governo si sarà insediato chiederò insieme al presidente Cuc un incontro con i ministri dell’Istruzione, dello Sport e delle Politiche giovanili. Serve un’azione concentrica affinché parta un nuovo piano che avvicini i giovani alle piste. Che poi è il vero investimento per dare un futuro allo sci».
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