Soldi al Napoli: è bagarre

Paolucci (Pd) e Marcozzi (M5S): fondi al calcio con tutti i nostri problemi sanitari
L'AQUILA. Bagarre, in consiglio regionale, sulla convenzione stipulata dalla Regione Abruzzo con il Napoli calcio per il ritiro della squadra partenopea a Castel di Sangro per i prossimi undici anni. Ad insorgere il centrosinistra e il Movimento 5 stelle, che hanno abbandonato i lavori della commissione Bilancio che, dopo la scadenza dei termini del percorso amministrativo d'urgenza, ha approvato un provvedimento sul riconoscimento di debiti fuori bilancio per circa 14 milioni di euro.
Il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, ha attaccato duramente il presidente della Regione, Marco Marsilio, e la maggioranza.
«Hanno utilizzato l'argomento dell'urgenza per motivare il provvedimento di debito fuori bilancio e ben quattro variazioni di bilancio per il Napoli Calcio per tentare di legittimare una convenzione del valore di 14 milioni di euro, che resta a tutti gli effetti illegittima, peraltro priva di qualsiasi piano di promozione per l'Abruzzo. Tutto questo», tuona Paolucci, «mentre nella nostra regione si consuma, ogni giorno, una drammatica situazione nella sanità, con anziani e bambini che non riescono a prenotarsi per vaccinarsi per l'influenza, centinaia di cittadini che fanno la fila nel drive sotto l'acqua e il freddo per un tampone che arriva dopo giorni, con gli ospedali ormai saturi per la mancanza di programmazione».
Sulla stessa lunghezza d'onda, l'intervento del capogruppo M5S, Sara Marcozzi: «Mentre in tutta Italia si stanziano soldi a sostegno del sistema sanitario», ha detto, «la Regione Abruzzo di centrodestra pensa ai soldi da riversare nelle casse del Napoli Calcio attraverso una convenzione di sei anni, rinnovabile per altri sei, da oltre un milione di euro all'anno, per ospitare i ritiri della squadra nel precampionato a Castel di Sangro. Adesso che questo teatrino multimilionario, imbastito da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia sulle spalle degli abruzzesi, è finito, non esistono più scuse per non trovare ulteriori risorse anche a favore della sanità abruzzese, per i tamponi e per tutta la rete di assistenza territoriale che, finora, ha fatto acqua praticamente ovunque». (m.p.)

