«Soldi buttati, chiederemo i danni»
La rabbia degli ambulanti: pagato in anticipo l’affitto dei posti, ma è stata una beffa
PESCARA. «Ho contattato l’organizzazione prima di Natale e poi ho incontrato un’addetta, Cinzia D’Alanno, in un bar di Guardiagrele. Mi ha mostrato le planimetrie e il programma della fiera e, siccome quello appena passato era un fine settimana scoperto di appuntamenti, ho pagato 250 euro di acconto per il posto. Il resto avrei dovuto pagarlo a fiera iniziata ma non l’ho fatto e, alla fine, mi è andata anche bene». Così racconta Nicola Domenico Cianfrone, commerciante di Mozzagrogna che porta gli arrosticini alle fiere d’Italia. «Il giovedì sono arrivato per montare lo stand ma non funzionava la corrente e sono tornato a casa riportandomi dietro la merce. Poi, il primo giorno, venerdì, non è venuto quasi nessuno», dice Cianfrone, «stessa cosa il sabato. Gli spettacoli non si sono svolti: i manager degli artisti ci hanno detto che non sarebbero mai venuti perché non erano stati pagati e l’organizzazione lo sapeva. Ci siamo lamentati e sono stato io a chiamare la finanza: i finanzieri hanno preso le nostre dichiarazioni e quelle degli organizzatori».
Anche Federica Del Borrello e Alessandra Madonna, artigiane dei filati di Vasto, pensavano al grande pubblico: «Abbiamo trovato l’annuncio della fiera su Facebook e abbiamo saldato la quota di 340 euro. Poi, abbiamo scoperto che la fiera Arti e Mestieri è un marchio registrato che appartiene ad altri e non agli organizzatori. Ci siamo sentite prese in giro: ora vedremo cosa fare, quasi sicuramente, avvieremo una causa».
Roberta Ciccocioppo, di Poggiofiorito, titolare di un ristorante ambulante, ha versato 658 euro di acconto e altri 658 con un assegno: «L’agenzia decantava una manifestazione ad alti livelli che, invece, si è rivelata un bluff. A noi gli organizzatori avevano chiesto di assicurare 1.500 pasti e, invece, mi ritrovo un carico di merce in congelatore. Inoltre, mi sono esposta con i fornitori».
Un’artigiana del Pescarese racconta: «Abbiamo aderito all’iniziativa che prevedeva un programma allettante e, giovedì, durante l’allestimento dello stand abbiamo firmato il contratto e versato un acconto di 200 euro. Ma le manifestazioni previste non ci sono state e il pubblico non è arrivato: c’erano commercianti della Sicilia che non avevano più soldi e non sapevano come tornare a casa. Sabato è scoppiato un putiferio: sarebbe giusto che non accadesse più». (p.l.)
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