Soldi spariti, ex sindaco sotto processo

Brittoli. Il pm chiede 14 mesi per Di Paolo, denunciato da un imprenditore italo-canadese che gli aveva affidato 4 milioni
PESCARA. L’ex sindaco di Brittoli, Claudio Di Paolo, rischia una condanna a un anno e due mesi di reclusione per appropriazione indebita. Questa almeno la richiesta avanzata dalla pubblica accusa nel corso dell’ultima udienza di ieri del processo a carico dell’ex sindaco e di sua moglie Cristina Pace.
A sei anni dalla denuncia presentata dal multimilionario italo-canadese Franco Silvestri, dei quattro capi di imputazione ne resta in piedi soltanto uno e solo per Di Paolo, mentre per la moglie anche l’accusa non ha potuto far altro che prendere atto dell'intervenuta prescrizione. La sentenza si conoscerà il prossimo 31 ottobre.
Una storia singolare sotto tanti aspetti e venuta fuori grazie ai compaesani del milionario emigrato in Canada a soli 17 anni, dove ha creato un vero e proprio impero con la Silvestri Investiments, con sedi in Ontario, Texas e Florida e proprietà fondiarie nell’intero nord America. Ma Silvestri non ha mai dimenticato la sua Brittoli e così, intorno al 2003, decise di lasciare un segno nel suo paese con una serie di investimenti nel settore delle costruzioni creando, insieme ai suoi figli e al genero, la Costruzioni Trulli. E, essendo piuttosto lontano, decise di affidarsi all’ex sindaco, persona che all’epoca aveva la sua massima fiducia, mettendogli in mano 4 milioni di euro per avviare queste operazioni: per realizzare circa 200 appartamenti tra Spoltore, Cepagatti e Montesilvano.
Tutto andò bene fino a quando le chiacchiere del paese, su come Di Paolo stava gestendo quel patrimonio e la vita estremamente lussuosa che conduceva insieme alla moglie (continue crociere di lusso, macchine costosissime come Mercedes e Bmw, acquisto di immobili a Pescara, gioielli preziosi regalati alla moglie e via discorrendo), arrivarono fino in Canada. Bastò fare qualche verifica e qualche accertamento e il milionario revocò immediatamente (nel 2012) il mandato fiduciario a Di Paolo e liquidò anche il suo commercialista, affidandosi ad altre due persone di fiducia.
Partì anche la denuncia penale fino a quando, nel 2016 arrivò il rinvio a giudizio. Ma gli episodi contestati erano del 2010, tranne uno del 2011, quello per il quale il pm ha chiesto la condanna.
Silvestri, peraltro, incredulo della lentezza della giustizia italiana e del fatto che la procura gli respinse per due volte una richiesta di sequestro dei beni a carico di Di Paolo, nel febbraio del 2015 scrisse una lunga lettera al ministro della Giustizia italiano per sollecitare una più rapida definizione del procedimento, raccontando anche un po’ della sua singolare storia. Oggi, dunque, la condanna chiesta dal pm per Di Paolo si riferisce soltanto a uno dei quattro capi di imputazione contestati (l’appropriazione indebita complessiva era di circa 800mila euro): a un assegno da 80mila euro che Di Paolo, quale procuratore della Costruzioni Trulli, emise a suo favore e lo incassò.
Ma il processo penale è soltanto un aspetto delle rivendicazioni del milionario italo-canadese che ha già annunciato che tutto ciò che riuscirà a ottenere dalla giustizia lo devolverà in beneficenza.
Adesso è in corso anche una causa civile contro Di Paolo, al quale Silvestri chiede circa 2 milioni di euro di risarcimento danni. Una causa che è ancora in via di definizione e dove il giudice sta ascoltando una lunga lista di testimoni. Ma Franco Silvestri, che non riesce più a tornare a Brittoli visto che è ormai vicino ai 90 anni, non demorde e aspetta fiducioso che venga fatta giustizia.
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