«Sono a rischio i non vaccinati guariti»

20 Settembre 2022

Pandemia in Abruzzo. Studi mostrano la scomparsa degli anticorpi in chi ha avuto dosi

Alla vigilia dell’autunno, i no vax guariti dal Covid e i vaccinati senza quarta dose rischiano di avere meno armi (se non nessuna) per difendersi dalla possibile nuova ondata del virus nei mesi freddi.
Lo dicono nuovi studi, che confermano il decadimento della copertura anticorpale della popolazione. Questo, mentre i contagi in Abruzzo mostrano già da giorni i primi segnali di rialzo, seppur ancora senza vere e proprie impennate. Ma i timori per le prossime settimane sono fortissimi, tanto che si moltiplicano gli appelli degli esperti a correre con la somministrazione della quarta dose con il vaccino bivalente (cioè in grado di fermare anche la diffusione della varante Omicron), per ora possibile solo per gli over 60 e i fragili over 12.
NO VAX: NON BASTA
ESSERE GUARITI
Secondo uno studio del Barcelona Institute for Global Health, le persone non vaccinate risultate positive, a distanza di un anno dall’infezione non mostrerebbero più anticorpi rilevabili. Un dato, questo, che interessa in particolar modo i fumatori e gli over 60. La vaccinazione, secondo gli esperti, poteva invece indurre livelli di anticorpi significativamente più elevati nelle persone che avevano avuto una precedente infezione.
«Questi risultati sottolineano l’importanza di vaccinare le persone anche se sono state precedentemente infettate e confermano che l’immunità ibrida è associata a una protezione migliore e più duratura», commentano i ricercatori spagnoli.
TERZA DOSE: POCO PROTETTI DOPO 7 MESI
Ma anche la copertura vaccinale, seppur sempre in grado di ridurre complicanze gravi dell’infezione, perde comunque di efficacia col passare dei mesi. «Riscontrato un notevole decadimento dei titoli di anticorpi IgG anti-spike durante 7 mesi, a partire dal 28esimo giorno dopo la terza dose»: così uno studio del National Institute for Health Research del Regno Unito. In Abruzzo, il picco di somministrazioni delle terze dosi c’è stato a metà del mese di gennaio, quando si toccarono quote fino a 15mila inoculazioni in un giorno. Questo vuol dire che, otto mesi dopo quella data, la maggior parte di chi in regione ha ricevuto la terza dose, ora si trova ad avere una minima copertura anticorpale, se nel frattempo non ha ricevuto la quarta o si è infettato e poi guarito.
CONTAGI: CONTINUA
LA LENTA RISALITA
Il bollettino regionale di ieri segnala 261 nuovi positivi in Abruzzo. Confermato il trend in rialzo: il lunedì precedente, il 12 settembre, infatti, a simili condizioni statistiche i contagiati furono 233. I nuovi casi sono stati individuati attraverso 1.328 tamponi (218 molecolari e 1.110 antigenici): il tasso di positività dei test si è quindi mostrato in forte rialzo, raggiungendo il 19,65%. Il record giornaliero dei contagi è del Pescarese (84). A seguire l’Aquilano (76), il Chietino (60) e il Teramano (51).
Al netto dei 591 nuovi guariti, il numero degli abruzzesi attualmente positivi riscende a 27.705. Di questi, sono 104 quelli ricoverati nei reparti ospedalieri ordinari (il numero è sceso di tre unità in 24 ore). Invariato, invece, il numero dei pazienti in terapia intensiva: in Abruzzo sono ancora tre. Ma si registra purtroppo un’altra vittima delle complicanze del contagio: si tratta di un 81, che fa quindi salire il tragico conto dei decessi in Abruzzo dall’inizio della pandemia a 3.657.