«Sono ribelli perché non amati»

12 Settembre 2015

La psicologa Catapane punta il dito contro gli adulti, distratti e sordi con i figli

PESCARA. Perché tanta violenza tra i giovani? Per Elisabetta Catapane, psicologa, psicoterapeuta, esperta in psicologia forense e dell’età evolutiva, «questi comportamenti, che non sono isolati ma rischiano di diventare sempre più diffusi, non sono altro che il tentativo maldestro dei ragazzi di autodefinirsi, di trovare una propria collocazione e autoaffermazione». Questo avviene perché sono circondati dal «vuoto esistenziale e da adulti inconsistenti, mentre avrebbero bisogno di riferimenti e di basi solide a cui appoggiarsi. Il mondo degli adulti è preso da altro, distratto e sordo alle esigenze dei giovani, al loro bisogno profondo di amore», ed è questa la causa di tutto. «Non c’è più tempo di ascoltarsi in maniera attenta, di sedersi, di confrontarsi, di parlare». I grandi, aggiunge Catapane, «sono narcisisticamente presi dall’autoaffermazione ad ogni costo» per cui non pensano «all’attenzione, all’ascolto, al parlare, che richiedono un impegno e un coinvolgimento emotivo molto forti. Alle richieste di amore si reagisce con disattenzione» e si dimentica che «amare significa anche dedicare la propria vita e il proprio tempo». Il prezzo che si paga per tutte queste mancanze è «elevatissimo», perché «i ragazzi sono in preda ai propri conflitti» e si arriva «alla devianza e alla ribellione violenta, con la rabbia e la frustrazione che emergono in maniera eclatante». La strada per uscirne non è semplice ma bisogna cominciare dalla «consapevolezza: il mondo degli adulti si deve mettere in discussione e capire che non c’è niente di più meraviglioso delle relazioni, che sono il nucleo centrale della nostra vita».

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