Sorrisi e abbracci: si torna in classe senza mascherina

6 Settembre 2022

È la prima scuola cittadina a riaprire, domani tocca all’Aterno Manthoné  

PESCARA. Ieri il ritorno a scuola in presenza e senza la mascherina, dopo due anni di restrizioni legate alla pandemia. «Una liberazione» per gli studenti del MiBe (Misticoni-Bellisario) i primi a rientrare in classe al suono della campanella, alle 8.30, negli istituti di viale Kennedy, via Passolanciano e via Einaudi, in anticipo di una settimana rispetto alle altre scuole superiori della città.
FINALMENTE SENZA MASCHERINA
«Torniamo a socializzare e si riavvicinano i banchi senza il timore di non avere la mascherina» dicono con sollievo Vittoria Cirone, Jacopo Mambella, Davide Fiordaliso, Martina La Vista, Alysya Di Fabio, Alizée Patragnone, Adriana Recchia e Luca Colangeli, studenti del liceo musicale di via Passolanciano, uscendo alle 12.30. «Finalmente dopo oltre due anni vissuti nella paura di contagiarci, non siamo più costretti a tenere la mascherina che per mesi non abbiamo tolto neppure per cantare e suonare. Anche la Dad è stata molto pesante per le connessioni lente e l’assenza di socialità».
VERSO UNA NUOVA SEDE
«Un bellissimo primo giorno di scuola, un clima tranquillo», le parole della preside Raffaella Cocco che anticipa la nascita di un «nuovo edificio scolastico entro due anni». Sarà uno stabile di quattro piani che sorgerà a San Donato, in una porzione di terreno adiacente l'attuale edificio di via Einaudi, che nel futuro ospiterà gli oltre 1.200 studenti. L’avvio dei lavori è previsto per l'anno nuovo, il progetto è della Provincia. L'obiettivo di un nuovo fabbricato determinerà, nel tempo, l'eliminazione delle succursali di via Passolanciano e di viale Kennedy. Su questa ultima sede si sono concentrate le lamentele «con i relativi esposti in procura» dei condòmini della zona, infastiditi dal rumore degli strumenti provenienti dalla scuola. E le proteste dei genitori preoccupati per il trasferimento dei 150 studenti, nelle ore delle lezioni di musica, da via Kennedy a via Einaudi.
PENDOLARI E DISAGI
«Per fare lezione dobbiamo trascinarci dietro gli strumenti: chitarra, tromba, trombone, violino e violoncello», sbottano gli studenti. Per molti di loro, pendolari provenienti da Città Sant'Angelo, Penne, Miglianico, Pianella, Atessa, Elice, Castel Frentano, Crecchio, il rientro è in chiaroscuro dal punto di vista dei trasporti. «Usciremo da scuola alle 13.30 e alle 14 inizieremo il pomeriggio musicale. Ma in quella mezz’ora», scandiscono i ragazzi, «dobbiamo trovare in fretta un bus che ci porti a San Donato e un posto dove mangiare». «Stiamo già trasferendo tutti gli strumenti, compreso il pianoforte rimosso dalla palestra: si passa da viale Kennedy, dove gli spazi sono ormai troppo stretti, in via Einaudi, dove occuperemo l’aula magna che è molto ampia», replica la dirigente scolastica, «i ragazzi si sposteranno con la navetta e avranno a disposizione un punto ristoro».
ORARI RIMODULATI
Inoltre, la preside anticipa che «l'orario dei ragazzi del Musicale sarà rimodulato in base alla provenienza di ognuno e sulla scorta degli orari dei mezzi di trasporto» suburbani. «Vorrei», conclude Cocco, «che i ragazzi e le famiglie si fidassero di me, sono mamma anch’io e per loro voglio solo il bene». Ma il gruppo di studenti insiste: «La navetta ci trasferisce da via Kennedy a via Einaudi ma poi, all'uscita dalle lezioni musicali, anche alle otto di sera, dobbiamo andare da soli in stazione. Molti di noi tornano a casa anche alle9 di sera, per rimetterci a studiare fino a notte fonda. Era più comodo il Misticoni soprattutto per quanti di noi studiano al conservatorio D'Annunzio», nella vicina viale Muzii.
SENZA PALESTRA
Dopo le 11 di ieri un gruppo di studenti delle prime e seconde classi, sezione A, sostava nell'atrio, al pianterreno della sede distaccata di via Passolanciano. Per loro, il primo giorno di scuola è finito in anticipo. «Non hanno una palestra dove fare ginnastica e quindi aspettano lì le 12,30 per andare a casa», dice Caterina Candeloro, di Caprara di Spoltore, madre di Daniele, che aspetta con i compagni il suono della campanella. «Vogliamo una palestra vera», dicono in coro i ragazzi che si allenano nel vicino parco Calipari, «ma quando piove siamo costretti a restare in classe».
SETTIMANA CORTA
I 1.250 studenti del MiBe (600 al Misticoni, 500 al Bellisario e 150 a via Passolanciano) rispettano la settimana corta. Restano in classe dal lunedì al venerdì, questa settimana dalle 8.30 alle 12.30 e con orario definitivo, dalla prossima, dalle 8 alle 14.25. Un sabato al mese rientrano in classe solo di mattina. Ritorno in classe anticipato anche per gli studenti dell'istituto tecnico Aterno Manthonè il cui rientro è previsto per domani; giovedì 8 toccherà all'Ipsias Di Marzio-Michetti, alle prime del liceo Classico D'Annunzio, al liceo linguistico Marconi. All'Alberghiero De Cecco tornano in aula giovedì solo le prime classi, il 9 settembre le seconde e dal 12 tutte. Il 10 la prima campanella allo scientifico Galilei, il 12 toccherà ai ragazzi dello scientifico Da Vinci, il classico ,e all'Acerbo solo le prime classi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA