Sos piccoli imprenditori in fuga

5 Maggio 2016

Allarme di Confartigianato: nel primo trimestre dell’anno scomparse 210 aziende nel Pescarese

PESCARA. Le imprese artigiane della provincia di Pescara sono sempre più in crisi e a testimoniarlo sono i freddi numeri. A fine 2015, le aziende erano 7mila 597, in discesa del 2,7% rispetto all'anno precedente, mentre il saldo tra nuove imprese iscritte (411) e cessate (621) registra un dato negativo pari a 210.

Analizzando i primi tre mesi del 2016 (gennaio-marzo), le cose sono addirittura peggiori con il numero di imprese che scende a 7mila 513 e un rapporto tra iscritte (143) e cessate (227) pari a 84. Con questi numeri, la provincia di Pescara si posiziona al 96° posto sul totale delle 105 province italiane. Analizzando il quadro regionale emerge che in Abruzzo, nel 2015, a fronte di 32mila 070 imprese si contano 1.827 nuove iscrizioni e 2.727 cessazioni con un saldo negativo di 900 unità.

Numeri che collocano la nostra regione all'ultimo posto della graduatoria nazionale. A lanciare un vero e proprio grido d'allarme – e ad annunciare la volontà di una mobilitazione generale della categoria, nel caso di ulteriori mancate risposte concrete da parte delle istituzioni, a partire dalla Regione Abruzzo e dal suo presidente – è Confartigianato, che rappresenta circa l'80 per cento delle imprese regionali. Secondo l'associazione di categoria, la situazione per le imprese rasenta ormai il dramma e tra le problematiche principali viene segnalata la morsa del fisco e dei troppi e inutili adempimenti cui sono sottoposte le piccole e medie imprese, che nel Pescarese danno lavoro a quasi 20mila persone. A fare il punto della situazione sono il neo presidente dell’associazione provinciale, Giancarlo Di Blasio, il segretario Nunzio Gagliardi, il vicesegretario Pasquale Cameli, il vicepresidente (e presidente del Confidi), Domenico Galizia, il responsabile categorie, Fabrizio Vianale, il responsabile ufficio credito, Chiara Basilico, e il presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco. Confartigianato segnala anche lo stato insufficiente delle infrastrutture, con quelle esistenti ormai obsolete per le nuove esigenze imprenditoriali e le difficoltà endemiche di accesso al credito per le imprese.

Una critica è rivolta alla Regione che, nel Masterplan (1,5 miliardi di euro per l'Abruzzo), ha rivolto una scarsa attenzione delle piccole e medie imprese, anche non prevedendo sostegni di alcun tipo al sistema dei Confidi, che lo scorso anno ha erogato 10 milioni di euro con un finanziamento medio di 35mila euro. Confartigianato vuole che la Regione prenda una posizione precisa in merito ai Confidi, che in caso di mancato sostegno rischiano di trovarsi in seria difficoltà. Di Blasio rivolge un accorato appello alla Regione, affinché «si interessi alla piccola e micro impresa, motore dell’economia regionale», ma si è anche rammaricato per la situazione incredibile che vivono balneatori e albergatori, a un mese dall'estate e chiede che si spinga sul turismo, «che porta persone, consumi e servizi, altrimenti si rischia che le imprese vadano via».

Infine, Vianale segnala come non si assista più a una fuga di cervelli ma a una fuga di imprese e di figli degli imprenditori dal nostro territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA