Sospeso il 2 per cento dei lavoratori

16 Febbraio 2022

Uffici e aziende: bilancio dei sindacati nel primo giorno di certificato rafforzato

PESCARA. Sono non più del 2-3%, nel Pescarese, i lavoratori con più di 50 anni costretti a rimanere a casa, senza stipendio, in quanto sprovvisti del super Green pass, da ieri diventato obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro. Ad occuparsi di verificare il possesso della certificazione verde rafforzata, i datori di lavoro pubblici e privati secondo le modalità previste dalla legge, a cominciare dalla app Verifica C-19. Nella prima giornata, quella di ieri appunto, con le nuove regole, stando ai sindacati, non si sono registrati particolari problemi. «I lavoratori che non si sono ancora sottoposti alle tre dosi di vaccino», sottolinea Vincenzo Patricelli, segretario nazionale Federazione lavoratori pubblici (Flp), «sono ormai molto pochi. I numeri sono bassi, l’1/2%. Grosse difficoltà pertanto non ci sono.
Qualche problema si è potuto verificare lì dove alle assenze per forza di cose dei non vax si sono aggiunte quelle per via delle quarantene e per le malattie dovute al Covid e non solo. In ogni modo, ripeto, non abbiamo ricevuto segnalazioni particolari. In ogni ufficio e settore vengono svolti controlli, che riguardano sia i dipendenti che gli utenti. In tutta la questione, c’è però», aggiunge «una cosa che stride e lo dico da vaccinato convinto. I lavoratori che non hanno il super Green pass devono stare a casa senza neppure percepire l’assegno alimentare. Quelli invece che sono stati sospesi per motivi disciplinari stanno lo stesso a casa, ma ricevono la metà dello stipendio».
Nessun particolare problema, ieri, neppure nelle fabbriche e nelle aziende. «Ormai sono molto pochi», fa presente anche Alessandra Tersigni segretario regionale della Fiom Cgil, «coloro che non hanno il Green pass rafforzato per cui nei vari settori non abbiamo avuto difficoltà». (a.d.f.)