Sospiri: centro fanghi Nicolaj Responsabilità tutta del Pd

SANT’ANGELO. «Se l'azienda Nicolaj riuscirà a fare il proprio impianto di lavorazione ed essiccazione dei fanghi a Piano di Sacco sarà solo ed esclusivamente grazie allo storico disimpegno del Pd...
SANT’ANGELO. «Se l'azienda Nicolaj riuscirà a fare il proprio impianto di lavorazione ed essiccazione dei fanghi a Piano di Sacco sarà solo ed esclusivamente grazie allo storico disimpegno del Pd angolano». Così, il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – con i consiglieri comunali di minoranza, Perazzetti, Travaglini e Valloreo e il sindaco di Elice, Gianfranco De Massis – interviene dopo il via libera del comitato regionale Via all’impianto di Città Sant'Angelo
«È dal 2010» incalza Sospiri, «che la vicenda si trascina tra i pareri favorevoli dell'amministrazione comunale, finte e ridicole prescrizioni e ricorsi farsa ritirati. Ora siamo all'ultimo atto di una commedia patetica, in cui l'amministrazione comunale e il sindaco non possono pretendere di passare dalla parte di chi si è battuto contro l'impianto». Per i rappresentanti del centrodestra, «Città Sant'Angelo ha perso una battaglia importante grazie al Pd, che non ha saputo difendere gli interessi dei propri cittadini. Basta rileggere le carte». Sospiri riassume così la cronistoria della provedutra autorizzativa: nel 2010, il Comune concede il parere preliminare favorevole alla proposta di Nicolaj ; Il 3 agosto 2012, il Comune impugna la licenza Terraverde rilasciata dalla Regione. «Nel frattempo però», annota il capogruppo forzista, «il 17 ottobre 2013, il dirigente D'Alonzo attesta la compatibilità paesaggistica per la realizzazione della piattaforma. Nell'ottobre del 2014, intanto, con una transazione, la giunta comunale ritira l'impugnazione del 2012 a Terraverde in cambio di un'accelerazione del risarcimento per i danni causati dall'incendio. «Ed è in questi passaggi», chiosa Sospiri, che si evince la responsabilità del Pd. «Che solo oggi, dopo non aver assunto un solo atto istituzionale per impedire quell'impianto, finge di battersi perché si sarebbe accorto che l'area non è infrastruttuta. Una battaglia ipocrita, che ha il sapore della presa in giro nei confronti dei cittadini».
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