Sostegno, maxi multe a chi truffa

Contributi senza averne diritto: si rischiano sanzioni fino a 25mila euro e denunce
L’AQUILA . Restituzione del contributo erogato e sanzioni che variano da 5.164 euro a oltre 25mila euro, senza possibilità di definizione agevolata. E, in alcuni casi, scatta anche la denuncia penale. È quanto rischia chi percepisce il contributo a fondo perduto previsto nel decreto Sostegno senza averne diritto. L’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli in due fasi: una verifica formale, prima di accettare la richiesta di indennizzo, e successivi accertamenti dopo il riconoscimento del ristoro. Nel caso in cui emerga il mancato diritto all’indennizzo, scatteranno le sanzioni.
La prima fase di verifica si inserisce nel procedimento di trasmissione della domanda. Dopo l’invio, viene fornito al richiedente un protocollo telematico e il sistema effettua una serie di controlli formali: vengono verificati elementi come il codice fiscale, la partita Iva, la corretta compilazione di tutti i campi obbligatori.
Questa operazione determina la presa in carico, oppure lo scarto della domanda. Viene inviata specifica ricevuta all’utente, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, alla sezione “ricevute” e nel portale Fatture e corrispettivi. Dopo l’invio della ricevuta di presa in carico vengono verificati una serie di elementi come la coerenza dei dati, la corrispondenza del codice fiscale con l’intestatario o cointestatario dell’Iban. Al termine viene prodotta una nuova ricevuta, che è sostanzialmente la risposta definitiva all’istanza. In caso di esito positivo viene emesso il mandato di pagamento, o il riconoscimento del credito d’imposta, per chi ha scelto questa opzione.
La seconda fase dei controlli avviene dopo che il contributo è stato versato. Vengono applicate le stesse regole previste per l’accertamento delle dichiarazioni dei redditi, e ulteriori controlli in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, delle comunicazioni di liquidazione periodica Iva, delle dichiarazioni Iva e redditi.
Se in seguito a questi controlli viene rilevato che il contributo non spettava, scattano la restituzione e le sanzioni, che vanno dal 100 al 200% del contributo, senza possibilità di definizione agevolata. Si applicano, inoltre, la pena prevista dal Codice penale in materia di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni o, se l’importo del contributo è inferiore a 4mila euro, la sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro, con un massimo di tre volte il contributo indebitamente percepito.
Se l’impresa o la partita Iva si accorgono di aver indebitamente percepito il contributo, possono regolarizzare la propria posizione prima dei controlli, anche dopo aver presentato la domanda di rinuncia, restituendo la somma che non spettava, versando anche gli interessi e la sanzione prevista dal ravvedimento operoso. (m.p.)

