Spadaccini, processo cancellato dal tempo

16 Ottobre 2018

Maxi evasione fiscale da 90 milioni, la prescrizione fa sfumare tutti i reati contestati ai 12 imputati

PESCARA. La mega inchiesta, con relativo processo, sulla presunta maxi evasione fiscale da 90 milioni di euro, più nota come lo scandalo di Madeira, finisce con un nulla di fatto: anzi con la mannaia della prescrizione che a oggi, dopo otto anni dalla scoperta dello scandalo (i fatti risalgono a un periodo compreso tra il 1998 e il 2008), ha cancellato tutti i reati che a vario titolo erano stati contestati ai dodici imputati rimasti. Principale protagonista della vicenda giudiziaria era l'imprenditore degli aerei Giuseppe Spadaccini. Una inchiesta che ruotava attorno a società fittizie in Portogallo, a Madeira appunto, dove vige un regime fiscale agevolato.
Società che dunque in Portogallo avevano soltanto una sede legale, ma con il centro decisionale in Italia: un’organizzazione che secondo gli investigatori della guardia di finanza era dedita all'esterovestizione, alla fittizia localizzazione della residenza fiscale fuori dall'Italia per sottrarsi agli obblighi fiscali italiani. Decidendo per la intervenuta prescrizione, i giudici del tribunale di Pescara non hanno potuto far altro che disporre anche il dissequestro di tutto ciò cui la finanza aveva posto i sigilli nel corso delle indagini: parliamo di circa 12 milioni di euro tra appartamenti, yacht, conti correnti e via discorrendo.
Determinante per la prescrizione è stata l'esclusione dell'aggravante del reato di transnazionalità (visto che le società erano tutte italiane) che ha ridotto quel tanto che basta la durata della prescrizione, facendo venire meno quasi tutti i reati contestati, già dal mese di maggio scorso. Un processo che si è trascinato per anni tra cambi di collegio e incompatibilità di alcuni giudici che nel corso del tempo avevano trattato alcuni aspetti del procedimento.
Della presunta associazione per delinquere iniziale facevano parte anche alcuni portoghesi come Maria Tereza Trinidade Correira, ex presidente della società Aircrew, o Dina Rodrigues, stretta collaboratrice di Spadaccini in Portogallo. Nel corso dell'udienza preliminare erano già stati assolti in due: l'ex consigliere della società Sorem (società di Spadaccini) e presidente del cda della società che gestiva i Canadair, gli aerei antincendio della Protezione civile, Ugo Calvosa (per non aver commesso il fatto) e il notaio pescarese Massimo D'Ambrosio (in parte per non aver commesso il fatto e in parte perché il fatto non sussiste).
Gli altri imputati prescritti, oltre ai già citati, sono l'avvocato Francesco Valentini, il consulente pescarese Leonardo Valenti, il commercialista di Chieti Giacomo Obletter, Arcangela Savino, moglie di Valentini, tre collaboratori di Spadaccini (Gianfranco Bucci, Dante Silvi e Angela Fabrizio), Luca Orsini, Roger Boutin. (m.cir.)
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