Sparano alla polizia e fuggono

Agguato da film al portavalori: in quattro mascherati sequestrano un tir e bloccano la A14
SAN GIOVANNI TEATINO. Hanno studiato e preparato tutto nei minimi dettagli, messo insieme una squadra numerosa, molto aggressiva e violenta, preparata ad ogni evenienza. Ma l’assalto sull’autostrada A14 al portavalori dell’istituto vigilanza Aquila di Ortona è fallito grazie all’intervento della polizia e si è concluso con la fuga dei malviventi, senza bottino e a piedi.
È accaduto tutto alle 6.30 di ieri, mentre un furgone partito dalla sede di Ortona e diretto all’Aquila stava per raggiungere il casello autostradale di Pescara Ovest - Chieti, in direzione Nord. A bordo c’erano due addetti dell’istituto di vigilanza e circa un milione e mezzo di euro, soldi prelevati da alcune banche, cioè Caripe, Tercas e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, da versare alla Banca d’Italia, all’Aquila. Al chilometro 484, a San Giovanni Teatino, è esploso qualcosa nel furgone, ma non è ancora chiara l’origine della deflagrazione: forse per un ordigno lanciato dall’esterno o forse per un qualcosa posizionato dentro.
Nell’abitacolo si è sviluppato un principio di incendio. C’era molto fumo, calore terribile, e il furgone si è fermato: impossibile proseguire. I rapinatori si sono avvicinati immediatamente, erano almeno 4, armati di pistole e fucili, il volto coperto da passamontagna, parlata foggiana, in dialetto. Viaggiavano su un’Alfa Romeo Giulietta e un furgone Ducato ma non si esclude che altri si trovassero vicino al guard rail, a piedi, in attesa del portavalori. Le guardie giurate sono state costrette ad abbandonare le armi e a stendersi sull’asfalto, faccia a terra, mentre la banda saliva sul mezzo per tagliate il tetto con delle mole. Intanto altri due membri del gruppo hanno fermato un autoarticolato e costretto il conducente a piazzare il mezzo di traverso sulla corsia, impedendo il passaggio. Armi in pugno hanno anche obbligato l’uomo a consegnare le chiavi del Tir, poi lanciate e abbandonate in strada. Lì, lungo quel tratto della A14, hanno anche gettato chiodi in quantità, altro stratagemma per mantenere lontane le forze dell’ordine.
Sarebbero stati necessari diversi minuti per raggiungere e arraffare i soldi nel mezzo blindato, ma non c’è stato tempo. L’arrivo di una pattuglia della polizia stradale di Vasto Sud ha scompaginato i piani della banda, che ha sentito le sirene e ha abbandonato l’impresa, esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto la parte posteriore del portavalori.
I chiodi hanno rappresentato una trappola per gli stessi rapinatori, costretti a lasciare sul posto la Giulietta, rimasta danneggiata e poi risultata rubata a Roma, con targa contraffatta. Sono saliti sul furgone, anch’esso sparito da Roma, e hanno percorso solo un breve tratto perché all’altezza della galleria San Giovanni sono stati intercettati da una pattuglia della Polstrada di Pescara Nord diretta a Sud, che ha notato il mezzo in fuga e ha subito invertito la marcia. I banditi, sentendosi braccati, sono scesi dal Ducato, hanno esploso dei colpi (almeno 2) contro gli agenti e hanno fatto esplodere un ordigno sul furgone, che si è incendiato. Si sono allontanati a piedi, nelle campagne, attesi da altri complici. E sono spariti. Sul posto la Polstrada di Chieti, la polizia autostradale, la squadra mobile e la Scientifica di Chieti. L’autostrada è rimasta chiusa per ore, l’autista dell’istituto di vigilanza è finito in ospedale mentre il caposcorta, già protagonista di un episodio simile nel 2007, è rimasto fino all’ultimo sulla A14. Oggi per i rilievi sui mezzi, sottoposti a sequestro, arriverà la Scientifica da Ancona.
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