Spari in strada, caccia agli autori Sgombero per la casa confiscata

14 Settembre 2023

I carabinieri stringono il cerchio sugli aggressori del 23enne colpito da un proiettile a una gamba Il prefetto riunisce il Comitato per l’ordine pubblico: l’abitazione della famiglia sarà requisita

MONTESILVANO. L’aggressore che lunedì sera in via Mosa ha ferito a colpi di pistola un 23enne di Montesilvano per motivi di gelosia sembra avere ormai le ore contate. Così come gli abitanti della casa teatro della sparatoria, che sta per essere sgomberata. Anche se per il momento non c’è ancora stato nessun fermo, il cerchio sembra ormai stringersi e già nelle prossime ore i carabinieri della città, coordinati dal capitano Antonio Tricarico, potrebbero arrivare alla svolta del caso. E intanto il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, ieri pomeriggio ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza incentrato proprio sul grave episodio accaduto nella traversa di via Senna. Una sparatoria che per giunta ha avuto come teatro una casa che nel 2012 era stata sequestrata alla criminalità e per la quale da oltre un decennio è in corso l’iter per la confisca e la conseguente acquisizione nel patrimonio comunale. E una delle novità emerse dalla riunione, alla quale oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine, hanno partecipato anche il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis e il comandante della polizia locale Nicolino Casale, è proprio che è in arrivo un’ordinanza di sgombero dell’immobile da parte dell’Agenzia del Demanio di Napoli che si sta occupando del bene che sarà confiscato alla criminalità. Una volta arrivato il provvedimento, gli attuali occupanti dell’immobile avranno 120 giorni per andare via in maniera “pacifica”. In caso contrario, si potrà procedere con lo sgombero coatto dell’abitazione di via Mosa che poi sarà acquisita dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e poi potrà passare nell’elenco degli immobili di proprietà del Comune di Montesilvano. Solo a quel punto, come già accaduto per altri immobili confiscati in passato, la casa di via Mosa potrà essere utilizzata per scopi sociali, sotto la gestione dell’Azienda Speciale.
L’incontro di ieri in Prefettura, ovviamente, è servito anche per fare il punto sulle indagini legate proprio alla sparatoria avvenuta in strada lunedì intorno 20.30, che ha rappresentato il tragico epilogo di una lite tra due famiglie rom contrapposte che andava avanti già dal pomeriggio. Dopo una prima segnalazione relativa a un acceso diverbio che aveva portato anche al danneggiamento di alcune automobili e l’intervento massivo dei carabinieri di Montesilvano, infatti, le acque sembravano essersi calmate. Eppure in serata la situazione è tornata a peggiorare e intorno alle 20.30 un gruppo composto da 5/6 persone provenienti da Montesilvano e Cappelle sul Tavo è tornato in via Mosa e ha fatto fuoco contro il giovane residente, colpito alla coscia sinistra da uno dei 6 proiettili esplosi con una pistola calibro 22. Il 23enne ferito, immediatamente soccorso dall'ambulanza del 118 e trasportato in ospedale, fortunatamente non ha riportato lesioni gravi, mentre la macchina delle forze dell’ordine si è messa subito in moto per risalire alle cause del litigio, che sembrerebbe essere legato a motivi sentimentali e gelosia, ma soprattutto ai responsabili dell’agguato.