Spese per il riscaldamento Il decalogo del risparmio

4 Novembre 2019

A elaborare la guida è l’Enea, per alleggerire le bollette e salvare l’ambiente Tutto inizia dalla manutenzione degli impianti, che garantisce anche sicurezza

PESCARA . L’inverno ormai è alle porte, e con il freddo ecco che tornano a farsi sentire le spese per il riscaldamento. Per tutelare l’ambiente, e risparmiare qualcosa in bolletta, l’Enea ha elaboratori dieci regole «per scaldare le proprie abitazioni evitando sprechi e, in molti casi, una inutile sanzione».
LA MANUTENZIONE. Far controllare e mantenere in efficienza l’impianto è la regola principale «in termini di sicurezza, risparmio e attenzione all’ambiente. Infatti un impianto consuma e inquina meno quando è regolato correttamente, con filtri puliti e senza incrostazioni di calcare».
LA TEMPERATURA. Avere in casa temperature tropicali in inverno è uno spreco, oltre a uno sfregio nei confronti del Pianeta. Senza parlare degli effetti sulla salute. «La legge», avverte l’Enea, «prevede una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Ogni grado in più comporta consumi di energia significativi, con aggravio in bolletta».
QUANTO TEMPO. È inutile, se non dannoso, tenere acceso l’impianto termico di giorno e di notte. In un’abitazione efficiente, il calore che le strutture accumulano quando l’impianto è in funzione garantisce un sufficiente grado di confort anche nel periodo di spegnimento. Il tempo di accensione varia in base alle 6 zone climatiche italiane: da un massimo di 14 ore giornaliere per la zona E (nord e zone montane) alle 8 ore della zona B (fasce costiere del Sud Italia).
LE FINESTRE. Schermare le finestre durante la notte. Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore. Va da sé che infissi a taglio termico riducono al minimo la dispersione. Tenere le finestre aperte troppo a lungo disperde calore. Per rinnovare l’aria bastano pochi minuti.
I TERMOSIFONI. «Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni e non lasciare le finestre aperte a lungo. Collocare tende, mobili o schermi davanti ai termosifoni o usarli come stendibiancheria è fonte di sprechi», avverte sempre l’Enea, «in quanto ostacola la diffusione del calore. È invece opportuno, inserire un pannello riflettente tra parete e termosifone, specie nei casi in cui il calorifero è incassato nella parete riducendone spessore e grado di isolamento. Anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno.
IL CHECK-UP DELLA CASA. La valutazione di un tecnico sul grado di efficienza di un immobile, «consente di determinare gli interventi più convenienti per contenere consumi e costi». Per gli interventi necessari per adeguare la propria casa sono previste detrazioni fiscali (dal 50% all’85% in caso di sismabonus nei condomini) e agli incentivi a fondo perduto del “Conto termico”. «È detraibile», informa Enea, «anche il costo della consulenza.
LA VECCHIA CALDAIA. Chi ha possibilità, farebbe bene a valutare l’opportunità di sostituire le vecchie caldaie, magari con generatori di calore dal rendimento più elevato. «La normativa prevede che le nuove caldaie installate siano “a condensazione” o “a pompe di calore ad alta efficienza”. Sono disponibili anche caldaie alimentate a biomassa e sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore). Anche per questi interventi sono previsti sgravi fiscali».
IL TIMER. Una centralina di regolazione automatica della temperatura evita picchi o sbalzi di potenza. La possibilità di programmazione garantisce un ulteriore risparmio .
LE VALVOLE. Servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni e consentono di non regolare la temperatura .
I CONTABILIZZATORI. Sono obbligatori in caso di impianti centralizzati. Consentono di gestire in autonomia il riscaldamento del proprio appartamento e permettono di pagare solo in base al consumo effettivo.