Spiagge e movida, ecco le telecamere intelligenti

23 Giugno 2020

Sono 18 in piazza Muzii e altre 8, con allarme anti-assembramento, alla Nave

PESCARA. Evitare gli assembramenti si può, con le telecamere, e anche monitorare le zone della movida. Ne è convinto il Comune di Pescara che ne sta facendo installare otto, di quelle cosiddette intelligenti, in piazza Primo Maggio-largo Mediterraneo, per controllare ciò che avviene nell'area della Nave di Cascella e sulla spiaggia libera. Altre 18 telecamere, invece, saranno attivate a breve in piazza Muzii e nelle strade circostanti, zona calda della città per via della movida serale che richiama migliaia di giovani, inevitabilmente assembrati e talvolta anche violenti, e rende impossibile il riposo dei residenti, da anni sul piede di guerra proprio per questo motivo.
Il lavoro di posizionamento in piazza Primo Maggio è già cominciato e ieri hanno assistito ai lavori il sindaco Carlo Masci, il dirigente comunale del settore Innovazione Paolo Santucci e il comandante della polizia municipale Danilo Palestini, insieme al responsabile della ditta che si sta occupando dell'intervento, Gianluca Di Francesco. Nel giro di due o tre giorni gli otto impianti (due per ogni palo) saranno in funzione e, in sostanza, non si limiteranno a controllare la zona fronte mare ma “dialogheranno” con tutti coloro che si concentreranno attorno alla Nave di Cascella o frequenteranno la spiaggia libera più centrale della città.
«Nel momento in cui si creeranno delle situazioni di assembramento il sistema lo rileverà e si attiverà un alert vocale che inviterà a mantenere le distanze», spiega il sindaco.
Dopo aver rilevato la densità delle presenze, le distanze medie e i tempi medi di contatto, il segnale vocale partirà al superamento di alcuni limiti prestabiliti, ma la segnalazione non partirà se «il gruppo arriva unito e si muove insieme, perché potrebbe trattarsi di una famiglia». L'auspicio è che anche grazie a queste telecamere si passi «dai divieti al senso di responsabilità», commenta il sindaco parlando della necessità di evitare gli assembramenti e tenere lontano il Covid 19, che rappresenta tuttora un pericolo.
Stessa cosa in piazza Muzii e dintorni. Ma qui i problemi sono anche altri. Le telecamere posizionate in questa zona «saranno controllabili attraverso i monitor posizionati nei locali della polizia municipale» e permetteranno di «tenere d'occhio gli ingressi alla zona, gli assembramenti e anche gli orari delle attività». Quindi, grazie alle telecamere, si potrà anche accertare il rispetto degli orari, al centro di una polemica continua tra operatori e residenti, e si potranno esaminare altri aspetti sul fronte amministrativo, «per poi elevare delle sanzioni in caso di irregolarità o se dovessero verificarsi fatti illeciti», spiega Masci (ma prima di arrivare a un risultato del genere sono necessari ancora dei passaggi tecnici).
Lo studio delle immagini non avverrà in tempo reale ma a posteriori, «per capire chi ha fatto cosa, in modo da cristallizzare un evento nell’ambito di un'attività di indagine», e quindi per definire dinamica e autori di un fatto, chiarisce Palestini. Questi, tra l’altro, non sono gli unici occhi elettronici che sorveglieranno la zona più frequentata della città. «È un punto di partenza», va avanti il sindaco, perché «poi ci sarà un sistema di telecamere intelligenti grazie al quale tutta la città sarà sotto controllo».
La filosofia seguita, sottolinea Palestini, «non è quella della repressione». Si aumentano gli strumenti per «far sentire sicuri i cittadini e i commercianti. Cioè, aldilà dei presidi tecnologici utilizzati, si alza l’asticella della sicurezza, a Pescara, e si colma il gap della presenza umana» vista l'esiguità di risorse della polizia municipale. «Nonostante il numero ridotto di agenti», annuncia a questo proposito Masci, «la struttura fino ad oggi ha risposto in maniera ottimale e tra meno di 15 giorni saranno assunti provvisoriamente almeno 30 agenti». Resta comunque importante «la responsabilità dei cittadini», che devono ricordare «il distanziamento» ed evitare «comportamenti degeneranti e degenerativi, che non possono diventare la preoccupazione di chi esce per divertirsi», conclude Palestini. Nessun pericolo per la privacy, assicura Di Francesco, visto che «noi non sappiamo chi sono le persone riprese, è tutto anonimo».
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