Spiagge libere, chi le gestisce? È ancora caos

12 Maggio 2020

Tre ipotesi: assegnarle agli stabilimenti vicini, stuart o cooperative L’assessore Febbo: «Il premier Conte dia risposte sui temi aperti»

Spiagge libere in gestione ai Comuni. È la decisione emersa nel tavolo di coordinamento promosso dall’assessore al Turismo, Mauro Febbo, che ha incontrato ieri, a Pescara, insieme all’assessore al Demanio, Nicola Campitelli, la Capitaneria di porto, il demanio marittimo e i sindaci abruzzesi. L’imminente apertura della stagione balneare, fissata per il 1° giugno, e l’assenza del protocollo di indirizzo nazionale, che dovrebbe arrivare tra oggi e domani, hanno reso urgente un confronto sulla gestione delle spiagge, il rispetto delle misure di sicurezza e del distanziamento sociale dei turisti. Il braccio di ferro tra governo e balneatori si consuma sul posizionamento degli ombrelloni: le indiscrezioni sulle linee guida nazionali parlano di un minimo di 7-9 metri quadrati a persona, ma per i gestori degli stabilimenti balneari, che domenica hanno inscenato un flash mob sul litorale, «una simile imposizione non consentirebbe la partenza della stagione turistica».
GESTIRANNO I COMUNI. «Su esplicita richiesta dei sindaci, la gestione delle spiagge libere andrà ai Comuni», conferma Febbo, «con modalità differenti a seconda delle esigenze: in concessione agli stabilimenti limitrofi, con l’utilizzo di stuart per regolamentare gli accessi o con la gestione affidata alla cooperative». Ma l’organizzazione dovrà essere concordata con la Regione «per stilare le modalità di accesso e quantificare le risorse necessarie», afferma Febbo, «sempre tenendo conto delle linee guida nazionali che prevedono misure rigide in termini di distanziamento e divieto sanitario, vietando ogni tipo di assembramento. Così come si dovranno trovare idonee soluzioni sulla questione del salvataggio in mare». Per la gestione degli stabilimenti balneari in concessione andranno garantiti accessi su prenotazione, in orari differenziati e con l’ausilio di un’app che controlli gli accessi al litorale. «Spiagge e locali per la somministrazione di alimenti», evidenzia l’assessore al turismo, «dovranno rispettare rigidi protocolli sanitari, che sicuramente vedranno attenzionata anche la questione dei sevizi igienici. Nei prossimi giorni è assolutamente necessario arrivare a risolvere le questioni ancora aperte: pungoleremo il governo per avere risposte in tempi ragionevolmente certi».
MANCANO LE DIRETTIVE. Il governo è in ritardo con l’emanazione delle linee guida «e questo rischia di compromettere l’avvio della stagione balneare», dichiara Febbo, «anche se stiamo lavorando in modo serrato per farci trovare pronti. La Regione Abruzzo è in attesa delle linee guida nazionali per le imprese turistiche che gestiscono stabilimenti balneari per poter indicare le modalità più idonee per prevenire il rischio di contagio da Covid-19. Non si può prescindere dall’applicazione di regole certe per gli operatori e per i turisti. In queste settimane abbiamo lavorato per riaprire il primo giugno la stagione estiva e continua a essere questo l'obiettivo». Tra le misure che il governo si appresta ad approvare, la regolamentazione degli accessi, anche attraverso percorsi dedicati e la disposizione delle attrezzature in modo da garantire, in ogni circostanza, il distanziamento sociale di almeno un metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare. Per l’ingresso in acqua è prevista la realizzazione di corsie verticali rispetto alla spiaggia, delimitate da galleggianti, con un numero massimo di bagnanti per ogni corsia, il controllo costante degli ingressi e del mantenimento delle distanze minime di sicurezza.
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