Spiagge libere semideserte tra disperati e servizi carenti

27 Luglio 2016

Bar aperti tardi, fontanelle e bagni guasti. E di notte sacchi a pelo sulla sabbia

PESCARA. Spiagge libere semisederte tra bivacchi e carenza di servizi. In oltre dieci chilometri di litorale, tra lo stabilimento La Lampara al confine con Montesilvano e Ombretta al confine con Francavilla, ci sono sei spiagge libere, tra cui cinque con i chioschi gestite, da quest'anno, su mandato dell'amministrazione comunale, dalla cooperativa Blue Line di Atessa che ha stipulato anche una convenzione per il servizio di salvataggio con La Compagnia del Mare.

Non ci sono divieti di balneazione tra la Lampara e le Hawaii, al confine tra Pescara e Montesilvano; tra Jambo e Nettuno; zona Nave di Cascella; nella zona portuale della Madonnina; a Fosso Vallelunga e nelle vicinanze di Ombretta, al confine con Francavilla.

Sabato scorso, anche nelle ore centrali della giornata, le spiagge libere apparivano semivuote. Psicosi inquinamento, bivacchi, degrado e servizi che lasciano a desiderare, sono tra le ragioni per cui il mare a costo zero viene disertato da bagnanti e turisti. Le spiagge vengono ripulite ogni mattina all'alba dagli operai di Attiva, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti in città, ma i servizi offerti sono ritenuti scadenti dai frequentatori.

Guido La Macchia, Assunta Liberati e Fernando Pierpaolo tornano ogni anno da Bergamo per trascorrere le vacanze nella casa al mare e da 30 anni piazzano l'ombrellone sul tratto tra La Lampara e le Hawaii: «La mattina presto è un via vai di maleducati, ubriachi, drogati e balordi che lasciano i segni del loro passaggio vicino al chiosco del bar, che peraltro rimane chiuso fino a tardi : residui di bottiglie di vetro rotte, cicche, bicchieri, cannucce, pacchetti di sigarette. L'anno scorso tante persone dormivano col sacco a pelo sulla sabbia, accanto ai muretti, non potete neppure immaginare che cosa accade qui durante la notte». I turisti, originari di Villamagna nel teatino, contestano anche «l'ingresso in acqua di cani di grossa taglia che fanno il bagno accanto ai bambini e fanno notare che nel regolamento, scritto anche in inglese e redatto da Comune e Blue Line affisso nei pressi, si legge che "in spiaggia si accettano solo cani di piccola e media taglia" e che "gli animali non possono entrare in acqua”. Invece, a causa di alcune persone che non osservano il regolamento, abbiamo assistito più volte a parapiglia tra bagnanti e bagnini che strigliavano i padroni dei cani». Emidio Vianale, pescarese, arriva in spiaggia all'alba per leggere il Centro e rilassarsi: «Ma stamani (sabato scorso) alle 6,30 qui c'era il caos, con le volanti della polizia intervenute a sedare una piccola rissa tra ragazzi ubriachi». Il degrado prosegue sul pennello di scogliera che separa le Hawaii da Pepito beach, il cui accesso è vietato da un provvedimento della Guardia costiera, ma totalmente ignorato da una coppietta che si fa fotografare con l'orizzonte marino alle spalle. Accanto alle transenne, una distesa di bottiglie di birra, acqua, panini sbocconcellati nascosti tra l'erbaccia e spuntoni di tronchi che si conficcano ai piedi.

Tra Jambo e Nettuno, una comitiva di signore ultrassentenni, Maria, Evelina, Gina e Anna, - che si riparano sotto gli ombrelloni mentre mariti e amici, Palmerino, Sergio, Vincenzo, Mario e Francesco, giocano a bocce sulla spiaggia vuota, a loro completa disposizione - segnala che cosa non va, insieme a una coppia di vicini di ombrellone, Riccardo e Cristina: «I bagni sono sporchi e guasti, lo sciacquone non sempre funziona, la fontanella è scardinata e il bar apre alle 11, ma dovrebbe già essere operativo almeno alle 9 con pizzette calde e brioche: invece, non c'è nulla e siamo costretti a fare colazione agli stabilimenti vicini, oltre al fatto che per trovare un parcheggio ci vogliono ore».

Gina vive in Francia, è pescarese ma il prossimo anno giura che non torna e se ne va sulla costa romagnola: «A Rimini pago 650 euro per quindici giorni di vacanza, a Pescara non mi bastano 1500 euro, qui costa tutto troppo».

Alle 9, 20 di sabato, il chiosco è ancora serrato, il wc chiuso col lucchetto, funzionano solo le docce gratis. Sulle panchine bianche qualcuno sonnecchia e quando il sole picchia, si cambia panchina. Un ragazzo lava il cappello alla fontanella sgarrupata e una signora in costume passeggia sulla passerella di legno con le assi sprofondate.

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