Spiaggia e disabili, la protesta col piccone

Ferrante (Carrozzine determinate) accusa: di inclusivo non c’è nulla. Il Comune: tutto si può migliorare
PESCARA. Col piccone in mano «per spaccare tutto perché qui di inclusivo non c’è nulla», Claudio Ferrante, ieri ha radunato un gruppo di carrozzine determinate sull’Ecospiaggia tra Jambo e Nettuno realizzata dal Comune, e ha spiegato «perché su questa spiaggia i disabili non ricevono un’accoglienza dignitosa».
Una protesta plateale, provocatoria, cominciata sui marciapiedi della Passeggiata Eriberto, all’altezza di via Muzii, «dove non ci sono sufficienti parcheggi riservati alle disabilità» per affermare, che «queste passerelle sono troppo strette per il passaggio di due carrozzine insieme, per una carrozzina e una sedia job, per una carrozzina di un disabile e il passeggino delle mamme con i bimbi». Le passerelle si allargano notevolmente nel retro dell’Ecospiaggia Dune Inclusive (è il nome della struttura gestita dai 12 ragazzi speciali di Sport 21 guidati da Marco Canale) che conducono al bagno e alle due docce «dove le porte erano state montate al contrario».
In spiaggia, una spiaggia aperta a tutti, due ombrelloni bianchi sono lì apposta per accogliere i disabili «che però affondano nella sabbia con tutta la carrozzina perché gli ombrelloni sono distanti» da quelle passerelle di legno «che hanno una pendenza superiore all’8%, come stabilito per legge, e per tale ragione si rischia di cappottare all’indietro».
Ricorda, Ferrante, col suo popolo di carrozzine al seguito, che invita la giunta «ad ascoltare la nostra voce» e il sindaco Carlo Masci a «sedersi sulla carrozzina a lui riservata affinché possa comprendere il nostro disagio», che «mancano le piazzole di sosta con gli ombreggi» che invece abbondano, è il paragone costante, al “Mare senza Barriere” di Montesilvano. E che dire del gioco «l’unico, mezzo rotto» che sulla spiaggia dunale con la flora protetta transennata, «non può essere usato neppure da un normodotato, figuriamoci da un disabile».
Ferrante, accompagnato dall’avvocato dell’associazione Mariangela Cilli, ringrazia i giovanissimi ragazzi «che svolgono un lavoro impeccabile» nel bar dove le consumazioni e i servizi sono a offerta libera e non risparmia neppure le tettoie: «Sono aperte e quando piove, la pioggia allaga il bancone» che si abbassa da un lato per permettere ai disabili di consumare in maniera agevole.
A Ferrante replica il Comune: «L’Ecospiaggia non è un modello perfetto, ma si può migliorare. Insistere con slogan e proclami non fa onore a chi se ne rende protagonista. L’amministrazione è stata attentissima alle normative e alle istanze che provengono dal mondo della disabilità, coinvolto attivamente nella progettazione. Gli attestati giunti da disabili provenienti da fuori regione ne danno eloquente riscontro».
E conclude, il Comune: «L’Ecospiaggia è una realtà di condivisione, uno spazio per tutti, non una “riserva” per qualcuno».
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