Pescara

Spiaggia negata a due anziani, Padovano sta con i titolari della “Croce”: «Ci sono investimenti da tutelare»

19 Marzo 2026

Pescara. Il presidente della Sib Confcommercio e referente dei balneatori abruzzesi: è il loro piano d’impresa, fa parte del mercato
E sui clienti: non è scritto da nessuna parte che debbano rimanere sempre gli stessi

PESCARA. «Sono scelte aziendali, stiamo orientando la struttura verso una clientela più dinamica, che viva lo stabilimento in modo completo». Così i titolari dello stabilimento “La Croce del sud” hanno spiegato ieri sul Centro la loro scelta di non confermare la prima fila a una coppia di storici clienti ultraottantenni, provocando così la reazione sdegnata di decine di persone, anche sui social. Ora dalla loro parte si schiera Riccardo Padovano, storico balneatore pescarese e presidente regionale del Sib (sindacato balneatori) Confcommercio che, anzi li difende a spada tratta.
Padovano, che idea si è fatto?
«Le scelte aziendali non si discutono. Si possono criticare i modi, eventualmente, ma io sto dalla parte di questi balneatori. Se il loro piano d’impresa prevede altre decisioni, nessuno può criticarle. Tra l’altro hanno avvisato i signori anche con anticipo, per cui avranno tutto il tempo di trovare un’altra postazione. Non è scritto da nessuna parte che i clienti debbano rimanere gli stessi ogni anno e nella stessa palma. Non possiamo stigmatizzare questa scelta. Fa parte del mercato».
Quello che si è sempre detto, però, è che gli stabilimenti balneari sono delle aziende familiari e il rapporto con i clienti, sulla costa pescarese, è sempre stato quasi d’amicizia e di fiducia reciproca. Non è più così?
«Bisogna entrare nella logica che il mondo va avanti. Per anni i balneatori hanno assecondato ogni richiesta dei clienti, raccogliendo anche lamentele a volte. Le nuove generazioni oggi hanno un approccio diverso e va rispettato. Forse abbiamo sbagliato in passato. Dietro gli stabilimenti ci sono degli investimenti. È vero che sono molto legate alla storia dei clienti, ma parliamo pur sempre di aziende che devono far quadrare i conti».
Su tutta la categoria oggi pende la spada di Damocle della direttiva Bolkestein, che rimetterà in discussione tutte le concessioni. A che punto siamo?
«Il decreto pubblicato qualche giorno fa porta ora il governo a predisporre uno schema di bando-tipo da sottoporre alla Conferenza unificata entro trenta giorni. In questo processo faremo valere alcuni aspetti per tutelare un percorso di anni. Per le procedure ad evidenza pubblica dovranno essere imprescindibili la storicità dello stabilimento, le capacità professionali, il riconoscimento degli investimenti sostenuti e bisognerà impedire che un’unica società possa partecipare per più concessioni, altrimenti il rischio è che arrivino delle catene legate al food e a quel punto non ci sarà più lo stabilimento come lo conosciamo oggi».
Le scadenze fissate al momento parlano di 2027 con possibile slittamento al 2028. Come devono comportarsi i balneatori in questo tempo?
«Bisogna ancora crederci, come stano facendo tanti. Sulla nostra costa, tra Montesilvano, Pescara e Francavilla, almeno il 20 per cento dei lidi ha ristrutturato, con investimenti grandi, anche da 200-300mila euro, voluti spesso proprio dalle nuove generazioni. Gli stabilimenti sono diventati dei luoghi importanti. Ecco perché le scelte aziendali, qualunque esse siano, vanno comunque rispettate».

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