Spiccioli per la campagna elettorale
I conti in tasca agli aspiranti sindaci secondo i budget di previsione di spesa depositati negli uffici del municipio
MONTESILVANO. La lista Forza Italia, per la campagna elettorale cittadina a sostegno del candidato Francesco Maragno, spenderà mille euro. Identico il budget dichiarato negli uffici comunali di Montesilvano dal Nuovo centrodestra (Ncd). «Non è possibile continuare a prendersi gioco degli elettori, facendo previsioni di spesa del tutto ridicole e in totale mancanza di trasparenza». A sostenerlo è il vicesegretario cittadino del Partito democratico, Errico Di Tillio, tra i promotori della richiesta di commissariamento inoltrata nei giorni scorsi alla segreteria nazionale del partito dopo la mancata ricandidatura per il centrosinistra dell'ex sindaco, Attilio Di Mattia. Oggi Di Tillio è tra i pochi transfughi del Pd, candidato nella lista civica «Montesilvano che vogliamo», disposto a scommetere ancora sul primo cittadino dimissionato a febbraio da 13 consiglieri comunali.
«Per rendere credibili i bilanci preventivi presentati per questa campagna elettorale», osserva Di Tillio, «bisognerebbe aggiungere almeno uno zero a tutte le cifre indicate (vedi tabella ndr), e non so nemmeno se un solo zero sia sufficiente». Delle altre liste a supporto di Maragno, infatti, Montesilvano Futura ha dichiarato 12mila euro, Montesilvano in Comune 2.400, Vita di Quartiere ottocento euro. Il candidato sindaco Maragno, l'unico che ha presentato una previsione di spesa a parte, dice di poter disporre di soli cinquemila euro. «Ma spendere meno di 20mila euro complessivi è immaginabile per una campagna informativa di un Comune sotto i 15mila abitanti» prosegue e Di Tillio, «del resto, basta passeggiare in città per comprendere lo sforzo economico di Francesco Maragno, come di altri candidati, e non c'è bisogno della calcolatrice per capire che le cifre indicate sono state messe in modo del tutto casuale. Spero che, chiunque sia il prossimo sindaco, non gestisca allo stesso modo il bilancio comunale». Sacrosante le obiezioni di Di Tillio, anche se c’è da chiedersi da quale pulpito arriva la predica posto che il visegretario del Pd, a sostegno di Di Mattia, è candidato con una lista civica che punta ad affrontare la campagna elettorale con pochi spiccioli dichiarati, appena 2.450 euro.
Lo scenario non cambia nello schieramento di centrosinistra che candida a sindaco Lino Ruggero: 8.800 euro per il Pd; 5.700 per Montesilvano democratica; 5.700 per Abruzzo Civico; mille euro per Scegli Montesilvano.
Sul fronte della Sinistra radicale, la lista L'Altracittà, che ha come sindaco di bandiera Lorenzo Colazzilli, dichiara 3.650 nel budget depositato in municipio. Il Movimento 5 Stelle, che sostiene Manuel Anelli, appena 2.400. Ma, si sa, i grillini hanno fatto del contenimento dei costi della politica una dei principi inderogabili del movimento.
Resta da chiedersi cosa è accaduto nell’ultima consultazione amministrativa, quella che nel 2012 elesse Di Mattia allo scranno di primo cittadino.
Il sindaco uscente, quando era candidato per il centrosinistra, a consuntivo delle spese elettorali, dichiarò un importo complessivo di 70mila euro, così ripartito: cinquantamila euro regalati dai genitori, 10mila prelevati dal suo conto corrente e i restanti cinquemila erogati come contributo del suo partito, all'epoca l'Italia dei Valori. Ma anche quella cifra, sia pure molto distante dai valori previsti dagli attuali contendenti in campo, venne considerata poco credibile da tanti suoi avversari politici. Una polemica che sembra dunque destinata a non avere mai fine.
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