Spoltore, sottotetti abusivi: nuove accuse a Ranghelli

Chiusa l'inchiesta sulle tangenti a Spoltore, spunta la corruzione per gli appartamenti

PESCARA. Locali di sgombero ricavati nei sottotetti e venduti dai costruttori come appartamenti. Ci avrebbe pensato l'ex sindaco Pd di Spoltore Franco Ranghelli a cambiare il Prg contando su «tecnici di fiducia» e, per farlo, ha chiesto e ottenuto 18 mila euro di contributi per la rassegna Spoltore ensemble da un imprenditore e l'assunzione del figlio in un'agenzia di scommessa da un altro. È questa l'ultima tessera del mosaico dell'inchiesta sul presunto malaffare a Spoltore.

Da ieri le indagini sull'urbanistica del Comune di Spoltore sono chiuse: il pm Gennaro Varone ha firmato l'avviso di conclusione delle indagini. Sono sedici gli indagati tra politici, imprenditori e tecnici, a partire dall'ex sindaco Pd Franco Ranghelli eletto nel 2007, dall'ex presidente Pd del consiglio regionale Marino Roselli passato all'Api e dal manager dei rifiuti Luciano Vernamonte (Sdi), tutti e tre finiti agli arresti domiciliari il 26 luglio dell'anno scorso nell'inchiesta su cambio del Prg, costruzione di due torri lungo il fiume Pescara, accordo di programma tra Comune e una società per ampliare il cimitero, proroghe dell appalto rifiuti, pubblicità e riscossione tributi. Resta ancora aperta una costola dell'indagine: è il filone CityModa, il centro commerciale realizzato dall'imprenditore Giancarlo Fiore nella frazione di Santa Teresa di Spoltore, con nove indagati.

MANSARDE.
Dall'avviso di conclusione delle indagini, emerge un dato anticipato ieri dal Centro: è l'ultima accusa di corruzione contestata a Ranghelli, Roselli e agli imprenditori Marcello Sborgia della Pakundo costruzioni srl e Luigi Zampacorta della Villa costruzioni srl. Per la forestale che ha passato al setaccio la vita amministrativa di Spoltore e per la procura, Ranghelli e Roselli, architetto progettista di Sborgia e di Zampacorta, hanno «promesso» agli imprenditori «di sanare a recupero abitativo», attraverso il cambio del Prg, «i sottotetti dei complessi Le Perle e Le Coccinelle» di Zampacorta e «Le Monache 2 e Le Monache 3» di Sborgia «già fraudolentemente venduti con abusiva destinazione residenziale».

CONTRIBUTI.
Da questa «promessa illecita», così viene definita dagli inquirenti, Ranghelli ha ottenuto che, nel 2008, «Zampacorta versasse allo Spoltore ensemble, in quel momento con un grave deficit di bilancio, 14.400 euro come Villa costruzioni e altri 3.600 euro come Edilciza». Da Sborgia, Raghelli ha avuto l'assunzione «del figlio alla Pakundo bet srl». Secondo l'accusa, «la manovra» del cambio del Prg era stata concordata tra Ranghelli e Roselli in una cabina di regia, l organo parallelo ideato dall'ex sindaco per supervisionare le decisioni su Spoltore: in cambio dei sottotetti salvati e «della facoltà di gestire la cosa pubblica», dice l'accusa, Roselli ha garantito a Ranghelli «l'appoggio politico necessario per la tenuta della giunta».

ASSUNZIONI.
Nel fascicolo delle indagini entrano anche le assunzioni clientelari spartite tra i politici alla casa di riposo comunale della frazione di Caprara: Ranghelli è accusato di concussione per aver preteso l'assunzione di sei persone, tutte donne. Delle assunzioni si parla in un rapporto della forestale che cita le intercettazioni ambientali e telefoniche: «Due subito», altre quattro le prendiamo dopo, così riferisce a Vernamonte un consigliere non indagato, Paolo Di Martire. Secondo il capo d'imputazione, Ranghelli ha chiesto «ossessivamente» a Daniele Mazzetti, a capo della cooperativa Agorà di Pescara gestore della casa di riposo, l'assunzione di persone da lui segnalate. A raccontarlo alla forestale, come persona informata sui fatti, è stato proprio Mazzetti che ha denunciato anche un altro retroscena: a causa dlle pressioni dell'ex sindaco ha rivelato di essere caduto in «uno stato di timore e prostrazione psicologica in conseguenza delle possibili ripercussioni negative che sulla gestione della Agorà avrebbe potuto avere un rifiuto in considerazione dell'interesse personale che il sindaco aveva mostrato in quelle assunzioni».

CABINA DI REGIA.
L'asse portante dell'inchiesta resta la cabina di regia: «Un vero e proprio organo decisionale estraneo agli organi istituzionali preposti all'amministrazione di Spoltore che venivano così esautorati allo scopo di condizionare le scelte amministrative e politiche dell'ente e di consentire affari e personalismi». È su questo che si regge l'accusa di associazione per delinquere a carico di Ranghelli che «strumentalizzava i suoi poteri di sindaco», di Roselli, Vernamonte, l'ex assessore di Sel Ernesto Partenza, il consigliere Api Pino Luigioni e l'imprenditore Alessandro D'Onofrio. Per l'accusa, la cabina di regia, con riunioni nei bar, ha commesso «un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione». Dalla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie, per chiedere di farsi interrogatore o svolgere accertamenti.

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