Sprar, è scontro sul vice sindaco angolano

30 Giugno 2018

La minoranza: «Longoverde si dimetta per conflitti d’interesse». La replica: «Il sociale è il mio campo»

CITTÀ SANT’ANGELO. La bocciatura in consiglio comunale della mozione per l'attivazione di uno Sprar a Città Sant'Angelo non va giù alla minoranza targata SiAmo-M5S, che in una nota contesta la partecipazione alla discussione del vice sindaco Patrizia Longoverde. Il motivo? Un conflitto d'interesse legato alla professione del marito, dipendente della cooperativa sociale Eta Beta.
E anche se l’uomo lavora in un centro di accoglienza a Pescara, tra le strutture affidate alla Onlus (impegnata nella gestione di varie comunità tra Lazio e Abruzzo) c'è anche il Cas Torre del Moro, nella frazione angolana di Madonna della Pace. La norma, sostengono i consiglieri Maurizio Valloreo, Lucia Travaglini, Matteo Perazzetti (SiAmo) e Carlo Ciabarra (Movimento 5 Stelle) «vieta precisamente che un consigliere che abbia un qualsiasi interesse legato ad un punto in discussione nel Consiglio comunale, possa partecipare a questa discussione; invece la vice sindaco Longoverde ha trattato in prima persona il punto, assentandosi solo al momento del voto». SiAmo e 5 Stelle chiedono dunque le dimissioni del vice sindaco e di tutta la maggioranza, «irrispettosa persino delle più elementari norme inerenti lo svolgimento democratico dell'attività consiliare».
«Mi sono limitata a intervenire per chiarire la situazione», replica Longoverde, «perché sono io la delegata ai servizi sociali e seguo in prima persona la vicenda dei migranti sul nostro territorio. Sto studiando l'attivazione di uno Sprar da prima che loro cambiassero idea: non troppo tempo addietro organizzavano incontri pubblici contro la presenza di Cas e Sprar a Città Sant'Angelo». Ma secondo i consiglieri di minoranza, il vice sindaco è «portatrice di interessi riguardo alla permanenza dei centri di accoglienza, dove presta lavoro il proprio coniuge, come si è appurato».
Accusa che viene respinta totalmente, anche perché «con la nascita di uno Sprar a Città Sant'Angelo anche la cooperativa Eta Beta potrebbe candidarsi per la sua gestione».
Il Comune infatti non potrebbe gestire in prima persona uno Sprar, e sarebbe comunque necessario un bando per affidare il servizio. Lo ha spiegato anche il sindaco Gabriele Florindi durante i lavori del consiglio: «L'ente non ha le figure professionali necessarie». L'amministrazione ha preferito prendere tempo per valutare meglio la situazione e aderire, eventualmente, in un secondo momento al Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati: «Bisogna spiegare bene», ha detto Florindi, «che Sprar non significa automaticamente meno migranti, che serve un luogo di proprietà dell'Ente o in affitto dove ospitare le persone, e che riguarda solo alcune categorie e non altre».
Pierpaolo Di Simone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.