Spunta la proposta degli artigiani per abbassarle

18 Luglio 2018

Il fisco pesa, eccome, sulle piccole imprese italiane: quest’anno, dice il rapporto della Cna “Comune che vai fisco che trovi”, siamo al 61,4%, con profonde differenze nella tassazione locale, tanto...

Il fisco pesa, eccome, sulle piccole imprese italiane: quest’anno, dice il rapporto della Cna “Comune che vai fisco che trovi”, siamo al 61,4%, con profonde differenze nella tassazione locale, tanto da far parlare di “pressioni” e non di una sola “pressione fiscale”. Il report, giunto alla quinta edizione, è stato e presentato ieri mattina nell’auditorium della Cna di Piazza Armellini a Roma, alla presenza del segretario, del presidente e del responsabile del Dipartimento politiche fiscali e societarie Cna, Sergio Silvestrini, Daniele Vaccarino e Claudio Carpentieri (nella foto). All’incontro hanno partecipato Massimo Garavaglia, viceministro dell’Economia e il senatore Massimo Mallegni (FI). Nel rapporto si analizza il peso del fisco sul reddito delle piccole imprese in 137 comuni del nostro Paese . La pressione fiscale media sulla piccola impresa tipo italiana, al 61,2% nel 2017 (+0,3%), nel 2018 è destinata a crescere ancora, per raggiungere quota 61,4% per via del previsto aumento della contribuzione previdenziale. Qual è dunque la ricetta della Cna? Mettendo insieme l’aumento della franchigia Irap dagli attuali 13mila a 30mila euro, l’adozione dell’Iri e la totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali, il Total Tax Rate calerebbe al 53,5%.«Non una soluzione definitiva», ha detto Carpentieri, «ma una salutare boccata d’ossigeno per le Pmi».