Stabilimenti a rischio crollo I balneatori: basta promesse

Operatori sul piede di guerra, lettera a Regione e Comune per il ripascimento: «Intervenire subito per scongiurare una catastrofe economica e d’immagine»
FRANCAVILLA AL MARE. I balneatori di Francavilla tornano alla carica e con una lettera indirizzata alla Regione e al Comune chiedono fondi e interventi urgenti a difesa della costa.
Le violente mareggiate di metà novembre hanno lasciato il segno, tanto da mettere a rischio l’agibilità di alcune strutture e delle loro pertinenze. Tuttavia, nonostante le richieste avanzate da una loro delegazione negli uffici regionali, nulla si è mosso, nonostante promesse e rassicurazioni. Per questo nei giorni scorsi i titolari di otto stabilimenti, prevalentemente della zona nord, hanno scritto per sollecitare nuovamente chi di dovere. La lettera porta la firma dei lidi La Vela Bianca, San Marco, Lido Siesta, Albatros, Nautilus, Lido Bianco, Bagni Marcello e La Sirena e con essa i titolari insistono per chiedere il completamento dei pennelli e soprattutto il ripascimento. «Nel progetto per difendere la costa, che prevede barriere di scogli emerse, pennelli e ripascimento, l’opera più importante e che fino a questo momento è mancata è stata proprio quest'ultima», si legge tra le righe. «Se prendiamo in considerazione l’ampiezza delle quattro vasche realizzate a nord, servirebbero almeno 20mila metri cubi per ciascuna di esse». Ma, come sottolinea Riccardo Padovano della Sib Confcommercio, nonostante i ripetuti solleciti non si è mosso nulla. Neanche dopo l’incontro in Regione di metà novembre. «Siamo rimasti molto delusi», va avanti Padovano, «da come è stata trattata la vicenda. Per Francavilla, allo stato attuale, non sono stati stanziati fondi. Ci avevano detto che entro il 25 novembre qualcosa si sarebbe mosso, invece nulla. A questo punto credo sia legittimo sentirsi presi in giro. Ci sono tonnellate di sabbia da poter utilizzare per riempire le vasche ed evitare che il mare continui a erodere. Solo a Pescara 10mila metri cubi sono già stati caratterizzati, mentre per altri 90mila manca solo questo passaggio. Inoltre adesso, con i lavori al porto di Francavilla, viene estratta dal fondale altra sabbia che potrebbe essere utile. Ma tutto questo materiale, che per i balneatori sarebbe una manna dal cielo, viene invece lasciato inutilizzato. A questo punto è lecito chiedersi perché, e anche darsi una risposta: è possibile che la politica stia aspettando la scadenza del 31 dicembre in modo che poi diventi rifiuto speciale, per essere smaltito nelle cave, tra l’altro con costi elevati? Secondo me sì». Intanto Pierluigi Di Giuseppe di Nautilus aggiunge: «Dopo le ultime mareggiate alcune strutture hanno riportati danni più o meno ingenti. Bagni Marcello è a rischio crollo, il mio stabilimento, così come il Siesta e Baia delle Sirene ha visto distrutte le passerelle, la recinzione e le altre pertinenze». Il fenomeno dell'erosione coinvolge circa dieci aziende che ad oggi si ritrovano il mare sotto la struttura. Per questo nella lettera si chiede di «procedere speditamente con gli interventi invocati per scongiurare una catastrofe occupazionale, economica e d’immagine alla città di Francavilla».
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