Stabilimenti distrutti sottopassi allagati

Famiglia sgomberata a Pretaro. Luciani: la città ha retto
FRANCAVILLA AL MARE. Garage e sottopassi allagati, una famiglia evacuata e il crollo del solaio in un appartamento dell’Ater, dichiarato parzialmente agibile, alberi caduti sulla strada. Il passaggio di Attila si è fatto sentire, eccome, anche a Francavilla. Gli annunci dei giorni dei giorni scorsi circa l’arrivo dell’ondata di maltempo hanno consentito al Comune di programmare la pulizia straordinaria di tombini e caditoie, e attività di spurgo sulle linee fognarie; una circostanza che ha fatto la differenza sulla viabilità ordinaria, che a parte gli inevitabili disagi dovuti all’eccezionalità delle precipitazioni, tutto sommato non ha presentato particolari criticità. A pagare il conto più pesante, stavolta, sono gli stabilimenti balneari, danneggiati gravemente dalla furia del mare. È stata una notte molto lunga per il sindaco, Antonio Luciani, e il suo staff, quella fra martedì e mercoledì.
Difficoltà sono state segnalate in contrada Pretaro, dove una famiglia è stata evacuata e ospitata in un B&B, dopo che l’acqua ha invaso tutto il pian terreno della casa. Alle 3.30 erano chiusi i sottopassi di piazza Sant'Alfonso, via Pola, via dei Marrucini, via T. Marino. Criticità, sempre in nottata, sono state segnalate sul fiume Alento, che è cresciuto di livello, e sul fosso di via dei Frentani. «Abbiamo avviato attraverso il Coc», spiega il sindaco, «il monitoraggio costante del territorio, sempre rimanendo in contatto con la protezione civile regionale». Sorvegliato speciale il fiume Alento.
«Un intervento molto importante è stato fatto verso le 4 di mattina al Foro, dove un canale è salito di livello. Abbiamo fatto intervenire una ruspa», ha aggiunto Luciani, «che ha pulito l’ingresso del canale, perché quando si verificano questi eventi, purtroppo c’è sempre del materiale come foglie e rami secchi che vi si è accumulato. La manutenzione, in questo caso, non poteva essere preventiva perché siamo in autunno, le foglie cadono dagli alberi e vanno a occludere le vie d’uscita dell’acqua. Non possiamo andare a staccarle direttamente dai rami». Secondo Luciani Francavilla «ha retto benissimo l’urto. Certo», osserva, «qualche criticità c’è stata, come qualche allagamento, e la caduta di un solaio nella camera da letto di in un appartamento Ater nel villaggio Unrra. Due signore sono state soccorse immediatamente, ma in seguito abbiamo verificato che la casa era agibile e le abbiamo semplicemente fatte spostare di stanza. Quello che non possiamo fare», osserva, «è fermare la furia del mare e del fiume. Per fortuna per quanto riguarda l’Alento ci è andata bene, però su questo punto devo rimarcare che in sei anni, da quando faccio il sindaco, che ho scritto decine e decine di lettere alla Regione e alla Protezione civile, per la pulizia dell’alveo dell’Alento, cosa che non è stata ancora fatta. Mi auguro che si provveda al più presto, perché è un pericolo costante sul territorio». I danni più rilevanti riguardano gli stabilimenti balneari e Luciani, ieri mattina, ha ricevuto una delegazione di balneatori con a capo Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio. «Come ogni anno, puntualmente, in questo periodo ci ritroviamo a parlare delle stesse cose, malgrado i nostri ripetuti appelli alle istituzioni, e malgrado la volontà dei titolari degli stabilimenti balneari di collaborare alla protezione delle strutture mediante barriere radenti o cumuli di sabbia. La situazione è drammatica ovunque», ha detto Padovano, «ma i danni più ingenti agli stabilimenti balneari si stanno verificando a Francavilla al Mare, dove occorre intervenire con somma urgenza per posizionare una barriera radente a venti metri dalle strutture, a protezione delle stesse, quantomeno per salvare il salvabile. La Regione Abruzzo deve dichiarare lo stato di emergenza, e in tal modo superare tutte le pastoie burocratiche che impediscono di intervenire con immediatezza, ricorrendo alla procedura di pronto intervento. Al riguardo chiediamo anche al presidente Luciano D’Alfonso di autorizzare i Comuni ad attingere a quelle risorse già stanziate in bilancio per la difesa della costa». Per la conta dei danni è presto, perché per avere un quadro definitivo bisognerà aspettare che Attila scarichi tutto il suo potenziale. «Siamo stufi e arrabbiati», conclude Padovano, «e questa volta la politica ci deve dare risposte immediate e puntuali per evitare che l’esasperazione superi il limite».

