Stamane l’incarico per la perizia
Il consulente dovrà stabilire le condizioni di Maravalle quella notte
PESCARA. E’ atteso in questo giorni l’arrivo in procura del fascicolo sull’adozione di Maxim, spedito per posta dal tribunale di minori dell’Aquila. E’ da qui che ripartirà l’inchiesta nelle mani del pm Andrea Papalia volta a rispondere alla domande chiave: Maxim poteva essere adottato da un uomo in cura psichiatrica? Maravalle, come ha raccontato il suo psichiatra Alessandro Rossi, era in cura da otto anni e la sua malattia, il disturbo psicotico atipico, era tenuta sotto controllo dai farmaci e non si era mai manifestata in gesti di violenza. Il tribunale dei minori ha dichiarato di essere estraneo alla malattia dell’uomo e il suo psichiatra, ascoltato come testimone dalla polizia, ha detto di non essere mai intervenuto nelle pratiche dell’adozione. Ma quel disturbo sarebbe stato una sorpresa anche per i servizi sociali del Comune per cui i coniugi Maravalle erano un famiglia «modello», un punto di riferimento per le famiglie adottive. E’ in queste trame che dovranno spulciare gli investigatori per capire se l’adozione del bimbo arrivato dalla Siberia nel 2012 a circa due anni e mezzo è stata regolare oppure no.
Intanto, stamattina, alle 9.30 il gip Gianluca Sarandrea affiderà l’incarico al professor Renato Ariatti che, in precedenza, ha firmato le perizie su Bernardo Provenzano e su Annamaria Franzoni. Sarà lo psichiatra a occuparsi, su incarico del gip, della perizia su Maravalle, per capire le sue condizioni la notte del delitto. I tempi dovranno essere stabiliti.
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