Stazione bombardata 72 anni fa
Oggi l’anniversario, Blasioli: scalo raso al suolo, poi la città è risorta
PESCARA. Oggi è l’anniversario del secondo bombardamento su Pescara che rase al suolo la stazione. A ricordarlo è il presidente Pd del consiglio comunale Antonio Blasioli: «Il 14 settembre del 1943 era un martedì. L’ora dell’attacco all’incirca la stessa di quella del 31 agosto, cioè le 13. Dopo il primo bombardamento del 31 agosto molti pescaresi avevano abbandonato la città, ma a seguito della firma dell’armistizio dell’8 settembre alcuni vi avevano fatto ritorno, confidando in una normalizzazione delle fasi più pericolose. La notizia dell’armistizio aveva portato un clima di speranza e, soprattutto, la convinzione che non ci sarebbero più state incursioni aree. Infatti, il 14 settembre la gente avvistò uno stormo di una trentina di B-24 Liberator e molti corsero in strada sventolando fazzoletti, come per salutare dei soldati ormai amici. Per tutta risposta, la città fu violentemente bombardata e questa volta fu colpita anche Porta Nuova. Gli alleati dovevano liberarsi la strada di accesso a Roma e volevano conquistare Pescara per arrivare nella capitale dalla via Tiburtina. Se l’attacco del 31 agosto mirava a distruggere la stazione, obiettivo in larga parte mancato, il nuovo attacco puntava all’annientamento dei luoghi strategici del territorio, la stazione, gli uffici pubblici, il centro urbano e questa volta venne colpita anche Porta nuova. Ma la strage più grave si verificò alla stazione ferroviaria dove la folla aveva preso di mira vagoni carichi di merci. Pescara divenne una città deserta. Questo spopolamento consentì di avere un numero limitato di morti nelle successive incursioni aeree che furono diverse, come in quelle del 17, 19 e 20 settembre. Altre incursioni ci fu il 4 ottobre, il 17 ottobre e ancora l’8 e l’11 dicembre. Pescara è dal 2001 Medaglia d’oro al valore civile per l’alto numero di morti che la città subì proprio per quei bombardamenti».

